2013

Ci mancherai soprattutto tu, Andrea

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Questo campionato finisce così. Con la pioggia che si abbatte copiosa su Genova e con la gioia di un altro piccolo grande risultato, l’ennesimo successo contro una big. Un campionato forse anonimo se comparato a quelli semplicemente folli che abbiamo vissuto negli ultimi anni, ma altrettanto stupefacente per alcuni singoli momenti di grande passione. L’ultimo di un buon filotto di gioie insperate e spensierate è proprio il successo di ieri sera, il secondo sgambetto stagionale alla Vecchia Signora. Con questo campionato finiscono molte storie, alcune belle, altre meno: tutte però, a modo loro, indimenticabili.

Finisce la storia di Icardi con la maglia della Sampdoria. Una storia iniziata ufficialmente a gennaio 2011 sotto Tosi e Cavasin, ma che è partita essenzialmente da quel sogno primaverile di Castellammare di poco più di un anno fa, il giorno in cui c’innamorammo di quel volto esotico e fanciullesco. Il secondo capitolo scritto dal ragazzo di Rosario è persino più prestigioso ed importante, scolpito nell’esaltante cornice del derby, poi il poker al Pescara ed una lenta ma inesorabile parabola discendente che da enfant prodige l’ha reso un ragazzaccio spocchioso e poco riconoscente che lascia Genova senza fare troppo rumore.

Quella che fa rumore, e tanto, è la partenza di Andrea Poli. Il centrocampista veneto ha avuto un rendimento costante e solido e merita l’ideale palma di blucerchiato dell’anno. La sua grinta e la sua verve, consacrate con il goal nel derby d’andata, l’hanno reso uno dei beniamini a cui il popolo blucerchiato si è più affezionato. In un altro calcio, sarebbe diventato la nostra bandiera e avrebbe vissuto da dio incontrastato nella bella Genova, osannato ed idolatrato da una tifoseria che incarna alla perfezione quello stile e quell’aplomb che di questa società l’hanno stregato. Sarebbe stato perfetto, per noi e per te, Andrea: ma perché dobbiamo farci male?

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