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Ranieri si racconta: «Ecco perché ho lasciato la Sampdoria. E su Ferrero…»

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Claudio Ranieri, ex allenatore della Sampdoria, si è raccontato in un’intervista: dall’addio ai blucerchiati al Watford, le sue dichiarazioni

Claudio Ranieri si è raccontato in un’intervista de La Repubblica, edizione di Palermo. L’attuale allenatore del Watford ha parlato di vari temi: dall’addio alla Sampdoria, alla scelta di tornare in Inghilterra. Tutte le sue dichiarazioni.

PREMIER LEAGUE – «Non vivo di ricordi, io guardo avanti. La Premier League è tra i migliori campionati del mondo. Tutti i fuoriclasse sono qui e anche i più bravi allenatori. Spero che i giocatori assimilino in fretta le mie idee».

PARTITA CON IL LEICESTER – «Toccante. La gente mi ha subito voluto bene e dopo l’esonero ha gridato all’ingiustizia. Una favola, una magia, senza mai sbagliare una virgola. In partenza dovevamo soltanto salvarci. Quello che abbiamo fatto, credo dia speranze a molti e non solo nel mondo del pallone».

ADDIO SAMPDORIA – «Non è stata una questione economica, qui guadagno molto meno. Quando Ferrero mi ha preso e la Samp stava in brutte acque, l’ho visto entusiasta. A lavoro ultimato, la sua faccia è cambiata, così ho preferito andare via. Sono disposto ad accettare situazioni problematiche ma devo sentire trasporto, altrimenti è inutile che resti».

ARRESTO FERRERO – «Ho letto le news e basta».

WATFORD – «Per noi, il vero campionato è cominciato ora. Persa la prima battaglia, ne restano molte altre e bisogna essere pronti. Importante reagire immediatamente. Dopo il City ho fatto i complimenti ai ragazzi, venerdì scorso la battuta d’arresto è maturata in maniera incredibile con troppi errori nel finale. Neppure l’avvio era stato facile? Abbiamo però realizzato prestazioni fantastiche e tre punti, ho visto uno spirito nuovo, non ci siamo mai arresi, i tifosi sono contenti. Ma non basta. Ogni situazione è una lotta. L’obiettivo immediato è la salvezza. Poi, bisogna crescere. Mi piace seminare. Ho trovato una società super organizzata. C’è fiducia».