
Intervenuto ai microfoni dell’emittente televisiva genovese Primocanale, l’assessore allo sport del Comune di Genova Pino Boero, ha parlato dell’annosa questione legata all’impianto sportivo di Marassi, tra le evidenti criticità riscontrate e le problematiche con il consorzio che ha attualmente in gestione la struttura.
«Anche nei progetti del Consorzio Stadium, il Ferraris deve subire un po’ di modifiche e di migliorie. I problemi credo siano quelli chiari, che si leggono sulla stampa oggi: da un lato abbiamo il Consorzio Stadium, che dice “Bisogna che saldino e allora iniziamo i lavori”. Dall’altro lato, gli altri dicono “Prima iniziate i lavori”. È chiaro che l’interesse della città sia quello di avere uno stadio, funzionale e funzionante, e sicuramente migliorato nelle strutture. A ogni modo, termini un po’ adnormi come “Fa schifo” non li userei».
Con un intervento congiunto delle parti in causa, consorzio, società sportive e lo stesso Comune, guardando prima di tutto al bene della città, certe problematiche potrebbero finalmente trovare una soluzione. «Sicuramente delle criticità ci sono e sono state rilevate anche all’inizio quando nel 2012 è stato consegnato. Il consorzio è consapevole di ciò. D’altra parte la posizione anche del presidente Beppe Costa è molto chiara sotto questo aspetto. Io credo che sarebbe opportuno che le due società e Stadium si sedessero a un tavolo – come detto dal presidente Costa – e ragionassero in nome del bene della città e delle due squadre. Ovviamente il Comune se interpellato potrà sedersi anche a questo tavolo per ascoltare e cercare, nel limite del possibile, di fare il discorso al servizio della città».
E sulla possibilità di vedere il Ferraris aperto non solo per eventi sportivi, ma anche di altra natura: «Io sono convinto di si. La logica ormai di queste strutture non è legata alle sole partite di campionato. Dovrebbe essere in qualche modo aperto a molti possibili avvenimenti. È chiaro che questo comporta altro tipo di organizzazione, ma soprattutto comporta l’impiego di risorse e delle modifiche. A mio parere, il futuro degli stadi e del Ferraris è quello».