Delvecchio a cuore aperto: «L’affetto dei tifosi mi riempie d’orgoglio»

Delvecchio Sampdoria
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L’ex centrocampista della Sampdoria ripercorre i momenti vissuti a Genova e racconta qualche aneddoto legato a un suo recente ritorno al “Ferraris”

La Sampdoria si appresta ad affrontare il Milan in una sfida dal sapore prettamente europeo, che potrebbe garantire alla squadra blucerchiata un enorme balzo in avanti in caso di vittoria. Chissà che non venga ripetuta l’impresa del marzo 2008, quando i blucerchiati di Walter Mazzarri annullarono la superiorità rossonera grazie alle reti di Christian Maggio e Gennaro Delvecchio, che ha voluto ripercorre le emozioni vissute ai microfoni di Telenord: «Non fu una partita vinta per caso, avevamo avuto diverse occasioni per passare in vantaggio e giocavamo a viso aperto. Fu una bella Sampdoria che vinse meritatamente». Il paragone con la situazione attuale è d’obbligo: «Giampaolo è uno degli allenatori più preparati d’Italia, mi affascina il suo gioco e non è un caso che la Samp si trovi così in alto in classifica. Deve continuare a divertirsi e non pensare troppo al risultato, altrimenti rischia di non riuscire a esprimere le proprie qualità».

Sul legame con l’ambiente blucerchiato: «Ho sempre dimostrato il mio attaccamento verso questi colori – continua Delvecchio. Due anni fa andai al “Ferraris” e rimasi sorpreso dall’affetto dei tifosi nei miei confronti. Mi fermarono per strada facendo cori e offrendomi perfino da bere. Attualmente i giocatori sono meno legati alla maglia, dunque certi attestati di stima mi riempiono d’orgoglio. Sono le cose belle della vita. Grazie alla Sampdoria sono riuscito a raggiungere la Nazionale, poi c’era Garrone che ricordo sempre con affetto. Ho ricordi indelebili della mia esperienza a Genova. Per caratteristiche tecniche e non fisiche mi rivedo in Barreto, ma deve credere di più nelle sue qualità realizzative e provare a inserirsi con maggiore continuità in area di rigore».

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