Druda, lo scopritore di Torreira: «La Juve non lo voleva, ma può diventare più forte di Verratti»

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© foto @Valentina Martini

Druda lo portò in Italia al Pescara, ora incanta tutti con la maglia della Sampdoria: «Torreira è un computer, che emozione la standing ovation. Schieratelo seconda punta e vedrete»

Non ci sono parole per descrivere Lucas Torreira, centrocampista della Sampdoria che sta incantando l’Italia e non solo per le sue prestazioni di altissimo livello. Da semi-sconosciuto arrivato in ritiro la scorsa estate, il classe ’96 è passato a essere uno degli idoli dei tifosi blucerchiati, nonché vero e proprio gioiello della scuderia di Massimo Ferrero. La standing ovation che il “Ferraris” gli ha tributato domenica, alla sua uscita dal campo durante il match contro il Milan, ha commosso perfino Roberto Druda, osservatore uruguayano che nel 2014 lo portò al Pescara: «Un’emozione enorme, bellissima. Me lo hanno raccontato e sono stato felicissimo per Lucas, da pelle d’oca. Era arrivato al Pescara grazie a un progetto nel quale ho creduto e credo molto – racconta ai microfoni di calciomercato.com -, ovvero una collaborazione con il Wanderers di Montevideo. Lo abbiamo preso in prova per volontà forte di Victor Mesa e di Miguel Moreda, il ds del Wanderers. Devo dare merito alla città di Pescara per averlo coccolato, lui è il frutto del nostro lavoro e del nostro percorso. E noi al Pescara lo abbiamo conosciuto come seconda punta, non come regista».

Già, perché il talentuoso regista di Fray Bentos ha in realtà un passato da attaccante: «Il mio pensiero condiviso con il direttore Repetto (ex ds Pescara, ndr) è che Lucas sia fortissimo anche come seconda punta, fidatevi. In Uruguay e in Primavera al Pescara faceva delle azioni offensive meravigliose. Di certo  chiarisce Druda – Torreira da regista è eccellente, ma stiamo perdendo dei gol e degli assist incredibili, credetemi. Tanto che Giorgio (Repetto, ndr) lo paragonava a Tévez. Non avete ancora visto niente in fase offensiva, ve lo ripeto. Torreira sa far gol su punizione, sa saltare l’avversario con facilità quando entra in area di rigore: lo vedo pronto per la testa che ha, oltre alle doti tecniche e alle sue potenzialità».

Il suo ruolo qui in Italia, tuttavia, è stato quasi sempre quello attuale: «Massimo Oddo lo ha provato da play per via della sua struttura fisica, così è esploso per la sua straordinaria intelligenza tattica. Ma tutti gli allenatori che lo hanno avuto qui a Pescara lo hanno forgiato: era capitano della Primavera, poi ci ha messo personalità anche dopo qualche errore fatto in Serie B. Oddo lo ha sempre protetto, Lucas ha sempre risposto alla grande». I paragoni con grandi nomi del panorama europeo non sono più utopia: «Repetto ha scoperto Verratti, e lui, come Oddo e molti altri, era convinto che Torreira potesse essere addirittura più forte. L’unico dubbio di tutti è che sembra piccolino – aggiunge -, ma avete visto come ha spostato Kessie? I preparatori atletici lo dicono sempre: muscolarmente è fortissimo».

Druda passa poi a raccontare un aneddoto, descrivendo la grinta e la determinazione tipiche del giocatore: «Lucas è unico. Mia moglie gli lavava i panni quando era qui a Pescara – ricorda -, dopo un anno mi disse che secondo lei aveva qualcosa in un piede. Lo portai da uno specialista per verificare. Mi disse: “Questo ragazzo ha sette verruche in un piede, non può neanche camminare”. Lui invece ci aveva giocato sopra per mesi e mesi; non diceva nulla perché aveva paura di rimanere fuori. Vive per il calcio, è straordinario». E pensare che sarebbe potuto approdare da subito in un grande club: «Tre anni fa l’ho suggerito alla Juventus – ha svelato l’osservatore -. Probabilmente pensavano che fossi un folle (ride, ndr). Lo vedevo come erede di Pirlo alla lunga, ma la Juve è la Juve ed è normale che abbiano i loro dubbi. Anche perché l’altezza di Torreira ha sempre messo dubbi in un calcio mai così fisico, ma poi avete visto che giocatore sta venendo fuori al punto da togliere ogni dubbio». Juventus alle spalle, il suo scopritore lo vedrebbe bene in un altro top club italiano: «Al Napoli, con Sarri. Poi Lucas è sudamericano purosangue, un ragazzo furbo che viene dalla strada, in una città come Napoli sarebbe perfetto. In mezzo al campo è un computer – conclude -, non c’è da aggiungere altro».