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Elezioni AIA, Trentalange: «Scelta di cuore. Diamo spazio ai giovani»

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Alfredo Trentalange ha parlato delle elezioni per il presidente dell’AIA che si terranno domenica

Alfredo Trentalange, ex arbitro, in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato dell’elezioni del presidente dell’AIA a cui lui è candidato nella sfida con Nicchi.

SCELTA – «È una scelta di cuore. Sto provando la stessa emozione di quando arbitrai la prima volta in un campo sterrato nella periferia di Torino. È questione di passione e senso di giustizia, come quando decisi di arbitrare».

NOVITA – «Capisco l’osservazione, ma già 4 anni fa avrei voluto candidarmi, perché Nicchi era al terzo mandato e per me due erano sufficienti. Io non credo di essere il nuovo che avanza, ma posso essere l’esperienza che porta al nuovo. Don Milani diceva: «Fai strada ai poveri senza farti strada». Ecco, per me vale il fai strada ai giovani senza farti strada».

PROGRAMMA – «Se me lo consentite, ne quattro, come i punti uso cardinali: condivisione, trasparenza, progettualità e innovazione. Ci sarebbe anche appartenenza, ma non vorrei venisse mal interpretata…».

LIVELLO ARBITRI – «Stiamo vivendo una situazione inedita: abbiamo un solo arbitro, per quanto bravissimo, nella categoria elite internazionale, Daniele Orsato. Mai era successo, ne avevamo sempre avuti due. Certo, Rocchi avrebbe potuto fare un altro anno e la Uefa sarebbe stata d’accordo, ma pensando al futuro dovremmo farci qualche domanda, al posto di continuare a ripeterci che siamo i più bravi del mondo… Abbiamo sì arbitri di talento e il designatore Nicola Rizzoli è sicuramente una persona molto in gamba, ma in questo momento reputo necessaria una riflessione che tocchi soprattutto i concetti di formazione e management della nostra classe arbitrale. Dobbiamo fare i ricercatori, senza essere presuntuosi».