Coronavirus, Castellacci: «Bisogna superare il vuoto normativo»

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Enrico Castellacci, presidente dell’associazione Medici Italiani del Calcio, ha parlato della situaziuone del calcio italiano nella lotta all’emergenza Coronavirus

In un’intervista rilasciata al Secolo XIX , Enrico Castellacci ha dato la sua opinione sulla situazione Coronavirus all’interno del calcio italiano

LA SITUAZIONE – «E’ una situazione che allarma ma non ci può meravigliare, ci può stare. In questo momento il Genoa è diventato un focolaio pur avendo ripettato scrupolosamente i protocolli, ma può capitare. In apparenza può sembrare strano che il giorno prima ci siano 2 positivi e il giorno dopo 14ma non è così. L’incubazione del virus di regola va dai due ai cinque giorni, per cui può succedere. Anche il Napoli ora dovrà fare più tamponi per evitare che si diffondano i contagi».

COSA SI DEVE FARE «La Figc ha appena ottenuto dal Ministro Spadafora la riduzione del numero di tamponi, con la possibilità di farli solo nelle 48 ore prima delle gare. Io stesso ero a favore della riduzione per non “traumatizzare” i calciatori e per motivi economici visto che si sono spesi 8 milioni in tre mesi per i tamponi. Ma con questa vicenda può essere giusto fare un passo indietro e tornare al vechhio protocollocoi tamponi ogni 4 giorni: la sicurezza prevale sull’economia. Inoltre ora c’è un vuoto normativo in italia sul numero di giocatori positivi che consente il rinvio di un match ma conosco la sensibilità sul tema del presidente Figc, Gravina sono sicuro che provvederà».

CINA – «Qui le squadre vivono nella “bolla”, chiuse in hotel e si usano app specifiche da aggiornare ogni giorno. Ovvio che con una soluzione così drasrtica i contagi non ci siano più ma credo sia più giusto cercare con cautela di riaprire come abbiampo fatto in Italia. Basta tenere alta la guardia, usare razionalità e buon senso. Anche facendo tanti tamponi e rispettando il protocollo un minimo di rischio che emergano positività, com’è accaduto al Genoa, c’è. Per continuare a giocare bisogna accettarlo, monitorando dell’evoluzione generale in Italia».

INFLUENZA SUL CAMPO – «Non si può dire con certezza ma neanche escluderlo di sicuro. L’attività sportiva per chi ha il Covid-19 può “esasperare” il problema. E anche quando si torna a essere negativi, soprattutto per chi è stato sintomatico, è fondamentale effettuare accertamenti in più in vista della ripresa degli allenamenti».