Eramo: «La Samp mi ha fatto crescere. Giampaolo? Lo apprezzo»

Sampdoria - Cagliari
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La lunga strada che ha riportato Mirko Eramo a Genova, in attesa del debutto stagionale

Essere un centrocampista della Sampdoria di ‘sti tempi non è il più facile dei mestieri dalle parti di Genova, se c’è un reparto davvero soddisfacente della squadra di quest’anno la mediana è quella che sta dando le migliori risposte in questo senso, col trio BarretoTorreiraLinetty che ha dato ampie conferme, con pochissime eccezioni date dal belga Dennis Praet che si sta pian piano ritagliando uno spazio importante sullo scacchiere blucerchiato. Chi ha avuto poche chance fin qui è Mirko Eramo, una carriera da giramondo la sua e per ora solo 4′ giocati in stagione, nella prima vittoriosa trasferta di Empoli.

GLI INIZI – 
Intervistato da SampTV, il centrocampista blucerchiato ha raccontato il suo percorso che l’ha portato dal Sud Italia alla Samp: «Sono partito dai giovanissimi del Bari e “grazie” a degli infortuni in prima squadra i ragazzi con più prospettiva sono stati premiati e sono riuscito ad esordire in prima squadra, a Treviso: fu un’emozione incredibile e alla terza partita giocammo al San Paolo di Napoli. Dovevo essere sostituito ma il Team Manager aveva problemi con la lavagnetta elettronica e in quel lasso di tempo ho siglato quel gol che mi ha spianato la strada».

PRIMAVERA –
Dal Bari Eramo approdò proprio alla Samp: «Quell’estate fu turbolenta, passai dal Bari a una grande società come la Sampdoria: era la prima volta che andavo fuori di casa, il distacco dalla famiglia è stato grande ma mi sono stati vicino ed è andato tutto alla grande. Quella Primavera della Samp era una squadra affiatata, aveva mentalità e andavamo in campo per vincere ogni partita e spesso non ce n’era per nessuno. Dopo i gironi poi sono iniziate le vere sfide, alle finali arrivano le migliori squadre ma anche lì siamo riusciti a fare bene».

PRESTITI – Dopo la crescita in Primavera, il Doria decide di mandare a farsi le ossa il centrocampista e inizia una serie di prestiti, prima Piacenza poi Monza e infine arriva l’opportunità Crotone, tre stagioni importanti per Eramo che riesce a dare il meglio di sé, tra cui proprio un gol alla sua Samp: «Nel 2011/12 ho ritrovato la Samp purtroppo in Serie B e in quella partita a Crotone sbloccai io il risultato da avversario: fu una gioia incredibile, ma non era assolutamente contro i tifosi o la società, credevo di essermi meritato una chance qui a Genova ma non mi era mai stata data. Fortunatamente poi, l’occasione è arrivata».
SAMP – In Calabria Eramo fa benissimo, e torna così al Doria per giocarsi le sue carte: «Dopo due stagioni ero stato convocato per il ritiro, avevo fatto tutte le amichevoli da titolare e anche la gara col Benevento, non mi aspettavo di partire da titolare contro la Juventus alla prima di campionato: forse non ero pronto, ma non credo di aver fatto così male da essere trattato così. si vede che la mia strada era quella, dopo quella partita sono stato messo in disparte e a gennaio sono andato in prestito a Empoli: è stata un’esperienza incredibile, abbiamo conquistato la Serie A, eravamo un gruppo fantastico e devo dire che anche quell’anno nonostante le cose siano andate così così mi ha aiutato a crescere. Sono arrivato a Genova da ragazzino e sono tornato da uomo sposato».

RITORNI – Dopo Empoli, Eramo fa altre due stagioni in prestito, prima alla Ternana, poi al Trapani e infine, quest’estate, è tornato al Doria: «È stata un’estate particolare questa, perché non mi aspettavo di essere chiamato in ritiro dalla Samp: sono venuto con le idee chiare, quelle di mettermi in mostra e cercare di mettere in difficoltà il mister. Conoscevo già alcuni meccanismi perché sono simili a quelli di Sarri, e Giampaolo ha apprezzato ma la società aveva fatto altre scelte. Ero d’accordo col Benevento, andai a salutare il mister ma mi disse “dove vai? ci vediamo martedì” e la società mi disse che il mister aveva voluto assolutamente che restassi. Mi ha fatto molto piacere perché apprezzo molto Giampaolo per il suo modo di allenare a prescindere dal mio impiego: anche non giocando mi sta insegnando tanto, questi mesi alla Samp mi stanno aiutando a crescere».