ESCLUSIVA – Sorba, Sampdoria Club Buenos Aires: «Campionato da cinque»

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Esclusiva SampNews24 – Il presidente del Sampdoria Club Buenos Aires: «Campionato da cinque. Ranieri? Il migliore dopo Boskov ed Eriksson»

Il presidente del Sampdoria Club Buenos Aires Pietro Sorba, ambasciatore di Genova nel mondo, giornalista, critico enogastronomico e scrittore, è intervenuto in esclusiva a Sampnews24.com per analizzare la situazione della Serie A, la posizione della Sampdoria e spiegare l’intricata questione del conteso gemellaggio con il Boca Juniors.

Come state vivendo l’emergenza Coronavirus in Argentina?
«Stiamo vivendo la situazione con responsabilità e cercando di capire quali potranno essere i risvolti futuri, che non saranno semplici. Non abbiamo molte alternative, bisogna essere fiduciosi e ottimisti. L’Argentina è abituata a crisi sistemiche pesanti e quindi è probabile che, come sempre, riuscirà a trovare un sentiero per riprendere tutte le attività. Siamo tutti in quarantena, è iniziata molto presto quando non c’erano casi. L’evoluzione è costante ma molto lenta e questo potrebbe aiutare a non avere una situazione simile a quella spagnola, italiana o degli Stati Uniti».

Cosa pensi della ripresa della Serie A?
«Mi sembra un’idea un po’ strana. Forse ci sono i presupposti materiali, mi riferisco alla disponibilità dei giocatori e degli stadi per poterla mettere in atto. Ma non ci sono quelli psicologici. Il campionato è falsato, è finito con l’ultima giornata giocata. Riprendere lo stesso campionato, dopo due mesi di sosta, mi sembra strano. Non sarebbe nemmeno giusto perché gli andamenti delle squadre potrebbero essere stravolti da un nuovo inizio. La soluzione più logica sarebbe, non so come, ma finirla qui con la stagione 2019/20 e riprendere un nuovo campionato».

Mettiamo che, come sembra si riparta, quanto pensi cambieranno le forze in campo? Ad esempio: la Juve resta favorita? La Lazio può farcela?
«Tutto è abbastanza imprevedibile. Certe dinamiche che si creano a campionato in corso non si creano più. Nel caso della Juventus bisogna vedere se ci sarà sempre quella forza che la caratterizza. Nel caso della Lazio bisogna vedere se avranno ancora quella dinamica vincente che l’aveva contraddistinta prima della sosta. Stesso discorso possiamo farlo per la lotta per i posizionamenti di coppa e per la salvezza in coda. È tutto molto falsato, bisogna vedere come rientreranno in campo. Quali saranno gli equilibri psicologici e capire come certe situazioni potranno influire sul rendimento dei giocatori».

Passiamo alla Sampdoria. Cosa ne pensi del campionato disputato fino ad oggi? E come pensi ritorneranno in campo? Rischio Serie B è concreto?
«Lo dice la classifica come è stato il campionato della Sampdoria. Dovessi dargli un voto direi un campionato da cinque. I motivi li conosciamo bene tutti e quindi bisognerà capire come si evolverà la situazione. La posizione in classifica parla da sola. L’arrivo di Ranieri forse, anzi sicuramente, ha portato una certa serenità nell’ambiente e nelle idee. Se il campionato finisse oggi, saremmo salvi. Bisognerà vedere alla ripresa cosa può accadere. La posizione in classifica ci dice chiaramente che, come prima dell’interruzione, ci sarà da combattere per non finire in Serie B. Se riprenderà dovremo giocarci tutto per evitare quel bruttissimo terzultimo posto».

Ranieri è l’uomo giusto anche per il prossimo anno?
«Tecnico saggio, preparatissimo. Bisogna vedere se ha voglia di lavorare in una situazione come quella in cui si è trovato, se ha voglia di restare in Liguria. Bisogna capire quello. Per noi sarebbe eccezionale. Ma bisogna dargli una squadra che sia almeno decente per poter disputare un campionato dignitoso e per non buttare via i soldi. Ranieri è l’allenatore, dopo Boskov e Eriksson, più prestigioso che abbiamo avuto. Sprecarlo con un ingaggio alto per fare un campionato di sofferenza e salvezza mi sembra veramente una cosa assurda. Ranieri probabilmente rimarrà se gli daranno giocatori decenti. Con questa squadra, a meno che non gli piaccia il sole della Liguria o Albaro dove vive, credo che non rimarrà».

Burdisso ha proposto un’amichevole tra Boca Juniors e Genoa, scaldando nuovamente gli animi per la storia del gemellaggio. Ci spieghi bene la storia del gemellaggio conteso tra Sampdoria e Genoa? 

«Due mesi fa ho chiesto a Burdisso se ritenesse opportuno giocare una partita, o meglio avevo proposto un quadrangolare tra Genoa, Sampdoria, Boca Juniors e River Plate. Glielo proposi nell’ambito di un incontro in ambasciata. Lui mi spiegò che non era semplice e in effetti non lo è per nulla. Bisogna far quadrare le date per ogni squadra, capire gli sponsor che potrebbero essere coinvolti. L’idea è sempre nell’aria, da tanto tempo. Sarebbe bellissimo perché le quattro squadre hanno un grande legame tra di loro. L’Argentina e Buenos Aires hanno con Genova un vincolo forte e spero che possa accadere. Bisogna vedere se, come ambasciatore di Genova nel mondo, posso dare una mano in questo senso. La storia del gemellaggio è strana. Se ci fosse un’amicizia stretta, in senso formale, lo sarebbe tra Boca Juniors e Genoa se devo essere obiettivo. Nella commissione direttiva del Boca Juniors ci sono dei simpatizzanti genoani, lo so perché li conosco direttamente. Quindi se ci dovesse essere una fraternità, dal punto di vista formale, è più probabile esisterebbe tra loro. Però tra i tifosi del Boca Juniors c’è chi indossa la maglia della Sampdoria allo stadio durante le partite, perché è cosa nota che piaccia molto agli argentini».

Ma a Buenos Aires c’è un Genoa Club? È percepita questa contesa in Argentina?

«Che io sappia non esiste un Genoa Club Buenos Aires, ma c’è un Genoa Club Argentina. Noi abbiamo il Sampdoria Club Buenos Aires. Sono rappresentanze formali piccole, ma presenti. Ci limitiamo a far conoscere le maglie, a far conoscere la storia dei club. È questo il lavoro che facciamo qui. Tutte le volte che posso metto sciarpa e maglia blucerchiata per far conoscere la Sampdoria. La percezione argentina su Genoa e Sampdoria è messa in questi termini: del Genoa non esiste nessuna percezione. Non sanno nemmeno cosa sia, a parte i giornalisti specializzati. Nella memoria popolare dei tifosi di calcio la Sampdoria viene ricordata sempre per l’anno e la squadra dello scudetto. Quando si parla vengono sempre citati Lombardo, Vialli, Mancini e Pagliuca. Soprattutto Lombardo, per la sua galoppata e forse per il suo aspetto fisico. È rimasto nei ricordi dei tifosi. Dal punto di vista della conoscenza è molto più conosciuta la Sampdoria per questo motivo e anche per la maglia».