ESCLUSIVA – Tirotta: «Romei non è la faccia pulita di un mondo sporco»

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Esclusiva SampNews24 – Lo storico tifoso Tirotta dice la sua sulla ripresa della Serie A, i rimborsi delle quote di abbonamento e i cambiamenti nel CdA della Sampdoria

Il mondo del calcio si interroga su come far ripartire i campionati. Diverse ipotesi riguardano la Serie A, ma in qualsiasi scenario i tifosi non vengono presi in considerazione. La redazione di Sampnews24.com ha intercettato Enzo Tirotta, storico esponente della Gradinata Sud, per fare il punto della situazione del calcio italiano e soprattutto della Sampdoria.

Siamo ancora in piena emergenza Coronavirus e c’è chi parla di date per tornare in campo e disputare quello che resta della Serie A. Ti sembra una situazione normale?

«Non c’è niente di normale, ad iniziare dalle circostanze in cui ci siamo trovati. Va compreso che ci troviamo in una situazione totalmente unica, senza precedenti. L’ultima volta che è successo è stato nel 1920 e non c’erano questi problemi. È una situazione incredibile e trova tutti impreparati. I governanti del calcio sono tra i più scemi al mondo, non sono preparati nelle materie che conoscono figuriamoci su queste cose. Non gliene faccio la colpa per non avere le idee chiare. Se anche le avessero, non sappiamo con certezza se domani si possa riprendere il campionato. Si naviga a vista».

Si parla anche di cambiare la formula del torneo, qualora l’inizio del campionato fosse fissato al 13 giugno, con l’introduzione di playoff e playout. È giusto?

«Le regole non vanno mai cambiate in corsa. Alla Sampdoria è già successo nel 1986: ci hanno sbattuti fuori dalla Coppa Uefa introducendo cinque mesi prima uno spareggio inesistente, che poi giocammo contro il Milan. Non è giusto cambiare le regole. Le regole che ci sono all’inizio vanno portate in fondo».

Assegnazione scudetti, coppe e retrocessioni. Se il campionato non potesse ripartire e si seguisse una delle prime ipotesi al vaglio, dovrebbe essere tutto congelato alla 24esima giornata. Sampdoria salva, Genoa retrocesso. 

«Non si arriverà mai a congelare il campionato. I poteri forti del calcio non sono dati dalla classifica. Un’espressione dei poteri forti ce l’abbiamo a Genova e difficilmente riuscirebbe a farsi sopraffare dalla situazione. E non parlo di Ferrero».

Il campionato, se e quando riprenderà, probabilmente sarà a porte chiuse. In tutti gli scenari i tifosi non sono mai stati presi in considerazione.

«Non hanno tenuto conto dei tifosi, però va detta un’altra cosa. Il calcio non è solo una passione e un divertimento, è un’industria che dà da mangiare a tantissimi operai. È un indotto notevole. Bisogna spogliarci della veste di duri e puri: il calcio produce fatturato e lavoro. Non sono tutti necessariamente miliardari che sposano le veline, è un business e come tutte le altre industrie non puoi fermarlo completamente. Quando il Governo ha emanato il decreto per le industrie non si sono posti la domanda perché l’economia deve continuare a produrre qualcosa, se no oltre che a morire di Coronavirus moriremo di fame».

Veniamo alla questione rimborsi, mi hai detto di non aver seguito la faccenda relativa all’Hellas Verona. Ti estendo lo stesso ragionamento alle altre partite che i tifosi non potranno vedere allo stadio, dato che al ritorno in campo ci saranno le porte chiuse. Cosa ti aspetti faccia la Sampdoria per quelle quote non sfruttate?

«Se nella dirigenza della Sampdoria ci fossero persone che investissero questi soldi per il bene comune sarei tranquillo a lasciarli lì. Non posso usare il mio abbonamento? Pazienza. L’anno prossimo ne farò un altro. E andrebbe bene se i soldi venissero utilizzati per la beneficenza, per i giocatori, comunque con uno scopo che condividerei. Sapere che vanno invece a saldare il conto dell’albergo di persone che vengono a sbafo a Genova mi fa girare le scatole».

Dall’ultimo CdA della Sampdoria è stata soppressa la carica di vicepresidente e la figura dell’avvocato Antonio Romei ha avuto una specie di retrocessione sul campo, sebbene le deleghe siano state estese. Cosa ne pensi?

«L’avvocato Romei è stato estromesso dal 29 marzo 2019. È stato un consulente strapagato dalla Sampdoria, poi abbiamo deciso di farlo passare come la faccia pulita di un mondo sporco, cosa che non mi risulta. Aver deciso che Romei è la persona candida e Ferrero quello brutto e cattivo non mi trova d’accordo. Dall’anno scorso, così si dice, Ferrero si sarebbe adirato perché Romei faceva il consulente strapagato della Sampdoria e nel mentre curasse gli interessi della controparte interessata all’acquisto del club. Da quel  momento lì le carriere dei due si sono divise: abbiamo deciso che uno era imprescindibile (Romei) e l’altro era il cattivo (Ferrero). La figura di Romei è stata strana fin dall’inizio, per il ruolo che esercitava. Non dimentichiamoci che era quello che entrava negli spogliatoi a dire di tutto a Cassano. Questi consiglieri di amministrazione non contano niente, il vicepresidente non conta niente, è la proprietà che conta. Perché è la proprietà che determina chi saranno gli amministratori della società. Che ci sia Romei o meno non cambia nulla, non avevamo il nuovo Galliani. Quei due sono stati Gianni e Pinotto per sei anni, non dimentichiamocelo».