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Editoriale

Il Ferraris come punto di partenza per una nuova Sampdoria: ecco quanto hanno inciso i tifosi

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Allo stadio Luigi Ferraris la Sampdoria ha avuto un grande rendimento, cosa che evidenzia ancora una volta l’importanza del sostegno dei tifoi blucerchiati

In questa stagione, come in tutte le altre, ma in questa stagione in special maniera, lo stadio Luigi Ferraris è stato il punto fermo di una Sampdoria sballottata tra cambi di allenatore, una rosa costruita in modo quantomeno deficitario e diverse componenti che non hanno permesso ai blucerchiati di vivere un’annata tranquilla.

La stagione è stata segnata da un inizio con un tecnico inesperto e che ha mostrato tutta la propria inesperienza, come Massimo Donati. Poi il passaggio a un duo tecnico, quello composto da Angelo Gregucci e Salvatore Foti, ha prodotto qualche risultato ma anche tanti problemi sul campo, oltre che a livello di gestione della rosa.

E poi infine al passaggio a un uomo, più che a un tecnico, che dell’amore nei confronti della propria gente e dei colori blucerchiati ne ha fatto un motivo di vita. Parliamo di Attilio Lombardo, chiaramente. Una salvezza raggiunta con una giornata di anticipo dopo una stagione vissuta tra contestazioni, in alcuni momenti durissime e sonore, arrivate fino alle porte del centro sportivo di Bogliasco.

Una squadra che ha faticato a trovare continuità e una quadra, soprattutto nei primi sei mesi, dati gli errori commessi quest’estate, e un risolutore che ha portato la nave in porto, come si suol dire, senza però poi essere confermato dalla dirigenza di Joseph Taey. All’interno di questo scenario si inserisce ciò che la gente di Marassi ha fatto: dare un sostegno costante, martellante, sonoro, per quanto a tratti inserito in un contesto di contestazione.

Il Ferraris come il proverbiale dodicesimo uomo

Anche nei momenti più difficili della stagione, sia durante l’era Donati che poi nel corso di quella targata Foti-Gregucci, la tifoseria non ha smesso di cantare e di sostenere i propri beniamini. Tutto ciò pure nei momenti nei quali diversi giocatori si sono dimostrati inadeguati a indossare i colori blucerchiati, questo se vogliamo rifarci alle parole dei tifosi stessi.

Pure in quei momenti, pure quando la squadra stava rischiando di annegare in zona retrocessione, i tifosi non hanno smesso di spingere e hanno portato – loro in primis – alla svolta che dal campo si è tradotta nella classifica, e che poi è diventata la salvezza. Perché è evidente lo squilibrio tra ciò che i blucerchiati hanno fatto in casa e ciò che hanno fatto in trasferta

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Infatti la Samp, tra le proprie mura amiche, ha ottenuto ben 32 punti, un rendimento che l’avrebbe attestata in ottava posizione, l’ultima valida per i playoff. In 19 partite sono arrivate 9 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte, 22 gol fatti e 2 subiti. Sempre stando ai numeri però, la Samp fuori casa sarebbe retrocessa, perché in 19 partite sono arrivate solo 2 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte: 13 gol fatti, ben 28 quelli subiti. In totale 12 punti, gli stessi della Reggiana, retrocessa. Meglio soltanto della Virtus Entella, che lontano dal proprio stadio ha fatto solo 8 punti!

I numeri in primis evidenziano quello che è stata la Sampdoria in casa e quello che è stata fuori casa. Quello che è stata la Sampdoria col supporto della propria gente, e quello che è stata la Sampdoria quando è dovuta andare lontano da Genova. Ecco. La Samp dovrà ripartire da questo, perché neanche una delle gestioni più criticate della storia blucerchiata, ancor più di quella Ferrero per intenderci, è riuscita ad allontanare i tifosi dalla propria gente.

Sono emblematici in questa stagione il caso del Torino, il quale ha visto il proprio stadio svuotarsi progressivamente dato l’astio tra i gruppi del tifo organizzato e Cairo. Ancor più evidente è il caso della Lazio: è ancora in corso una contestazione da parte dei tifosi, i quali hanno scelto di presenziare solo per la finale di Coppa Italia, e che per buona parte della stagione si sono astenuti dalle partite. Tutto ciò fino a saltare addirittura il derby.

I tifosi della Samp non hanno mai mollato

Ecco, in casa Samp tutto ciò non è mai successo, anche nei momenti in cui la squadra sguazzava nella propria mediocrità e non riusciva a invertire rotta, i tifosi blucerchiati sono rimasti dietro alla squadra. Hanno seguito una Samp vicina all’ultima posizione e l’hanno trainata verso la salvezza. Certo, il contributo di Attilio Lombardo è stato evidente in tutto ciò, come lui stesso ha riconosciuto in più momenti, sarebbe stato impossibile senza questo commovente sostegno costante.

Questo è il punto di partenza. La prossima stagione, la programmazione: sono solo dettagli collaterali che spettano alla dirigenza. Ma il vero punto di ripartenza per la Samp è rappresentato dalla propria gente, dai propri tifosi, da Marassi.

Questo è il punto di partenza. Ora la palla passa a Joseph Tey e soci. Perché i tifosi possono fare questo, e l’hanno fatto fino all’ultimo secondo, ora sarà la dirigenza della Samp a dover dimostrare di meritare tutto ciò. Perché la maglia lo merita sempre.

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