Ferrero apre l’asta: «Ecco quanto costa Torreira»

Ferrero sampdoria
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Ferrero critico e concreto sul mondo del calcio: bisogna ripartire da zero. E sul mercato fa il punto: ecco il prezzo di Torreira

Una delle doti più preziose di Massimo Ferrero è la chiarezza, il saper andare dritto al punto senza usare mezze parole. Lo fa quando parla di calcio giocato, quando si tratta di toccare temi importanti come le elezioni in Federcalcio e quando si tratta di mercato. Ai microfoni di Radio Crc, il numero uno blucerchiato fa il punto della situazione sui temi caldi a partire proprio dalla Federazione: «Il calcio è uno degli sport più visti e dobbiamo dare l’esempio con un rinnovamento anche per i bambini che crescono. Presidenza Federcalcio? Nel calcio bisogna azzerare tutto e ricominciare perché altrimenti si va a prendere un’automobile bella, ma usata. Bisognerebbe avere più coraggio e parlo di noi presidenti. I tre candidati non possono far parte di tre mondi diversi, esiste un solo mondo, quello del calcio. Lo sport ci fa arrabbiare e sorridere e noi abbiamo il dovere di rinnovare con i fatti e non con le chiacchiere. Non è possibile che noi presidenti di serie A, che spendiamo 100 milioni abbiamo solo il 10% e i dilettanti hanno il 34%. Se non modifichiamo la legge Melandri non andiamo da nessuna parte; i presidenti dovrebbero essere gli ultimi a votare, ci dovrebbe essere un comitato rappresentativo ed un presidente con i poteri. Stiamo cercando un amministratore delegato perché la Lega deve rappresentarci e deve portare introiti, non dobbiamo essere noi a pagare la Lega. Non esiste che siamo 20 persone e per decidere di cambiare una lampadina ci mettiamo 17 giorni. Non conosco i tre candidati perché sono nuovo e non cerco poltrone, ma solo il bene del calcio, ma mi sembra che Gravina abbia portato il programma migliore».

E sulla sua Sampdoria non ha dubbi: mai momenti critici, al massimo riflessioni. Quello che serve è rispettare i dettami di gioco di Giampaolo: «La Sampdoria non ha mai avuto un momento critico, è stata una flessione, forse i calciatori hanno fatto troppe flessioni in palestra e si sono stancati. Sono ancora arrabbiato per quella sconfitta con il Benevento ed è vero che per la rabbia sono stato coinvolto in un incidente stradale quella sera. La Sampdoria deve rispettare la maglia: si può anche perdere, a patto che si in campo si dia tutto. Ho dei talenti naturali in rosa, ma voglio che mangino l’erba perché solo così diventeranno grandi campioni. Forse pretendo troppo, ma lo pretendo per loro. Torreira? E’ un pò come Schick perché è bravo, volenteroso e voglioso. Vale più di 30 milioni e lo vogliono tutti, anche il Napoli. De Laurentiis non chiede, con lui mi diverto e parliamo poco di calcio e molto di cinema. Non ho bisogno però di vendere. Quagliarella? Forse lo recuperiamo per la partita con la Roma. Ciò che mi fa piacere è che sta bene, è un giocatore infinito, un talento naturale e quando lo comprai chiusi l’affare con Cairo sul treno Bologna-Roma. Quando misi piede nel calcio ci provai subito a prendere Quagliarella ora ce l’ho fatta, me lo sono sudato e non è in vendita».