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Genoa-Sampdoria, il commento tecnico: Una Samp autoritaria

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La Samp batte il Genoa per la seconda volta consecutiva in questa stagione e scrive la storia della stracittadina. Controllo totale degli uomini di Giampaolo, pazienti e razionali in ogni aspetto del gioco

Il Derby di sabato non è stato certamente uno dei più spettacolari ma di sicuro è stato uno dei più autorevoli, se consideriamo la personalità e il carattere con cui la Sampdoria ha controllato le operazioni e portato a casa i meritatissimi tre punti. Il Doria, pur non creando tante occasioni, ha giocato al calcio e impresso sulla partita il proprio stile e la propria identità calcistica con estrema razionalità e con quella pazienza che solo le buone squadre sanno esprimere di fronte ad avversari molto abbottonati, mentalmente parlando, e dediti quasi totalmente alla fase difensiva.

AUTOREVOLEZZA – L’aspetto decisamente più importante di quest’ultimo Derby è l’autorevolezza con la quale la Samp si è presentata all’appuntamento e ha affrontato le insidie della sfida. Il gioco a metà campo, il ritmo sempre a fuoco del fraseggio e la concentrazione difensiva sono stati di primissimo livello. Avere il controllo emotivo e tattico di un match come questo è sicuramente sintomo di grande lavoro psicofisico da parte di Giampaolo e dei suoi ragazzi. Il Genoa è stato oggettivamente poca cosa, con l’eccezione del gioco sulle fasce di Laxalt e Lazovic, sporadicamente bravi ad attaccare gli spazi con la loro proverbiale ed efficace rapidità (aggiunta alla fase difensiva non sempre brillante di Regini e Sala).

DOMINIO A CENTROCAMPO – A centrocampo la Samp ha dominato in tutti i livelli di gioco, grazie al tambureggiante lavoro di Barreto e Linetty, tornato quello di inizio stagione, e alla regia puntuale e agonisticamente esemplare di Torreira. Poi c’è la panchina. Eh sì perché la Samp ha sempre tantissime soluzioni di qualità oltre agli undici che scendono in campo e questo ha avuto il suo peso anche sabato sera. Permettersi di inserire a gara in corso gente come Praet, Schick e Djuricic fa tutta la differenza del mondo in una partita emotivamente dispendiosa come può essere il Derby di Genova. Il fatto che dopo il vantaggio la Samp abbia avuto la possibilità di chiudere i conti e abbia cercato con tutte le sue forze di segnare il secondo gol è sintomatico dello stato mentale della squadra, in fiducia e affamata di risultati. Lo spartito tattico di Giampaolo comincia a svilupparsi e ad abbandonare la monodimensionalità in favore di una più complessa concezione di calcio propositivo su più livelli di interpretazione. Ora bisogna non mollare e mettere le ali all’entusiasmo, ingrediente fondamentali per gli uomini di ampie vedute e per progetti ambiziosi. Sotto con la Juventus.

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