Giampaolo: «Grazie ai miei calciatori, ci voleva determinazione»

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Bella vittoria della Sampdoria sull’Inter, grazie al gol di Fabio Quagliarella. I blucerchiati raggiungono i nerazzurri in classifica e ottengono tre punti importanti anche per la fiducia, in vista delle partite che li attendono.

Il tecnico doriano Marco Giampaolo, intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel post-partita, ha commentato così il match dei suoi ragazzi: «Battere l’Inter è una grande soddisfazione e non capita sempre, per me è la prima volta e devo ringraziare i miei calciatori perché hanno giocato con grande spirito collettivo, qualità e sostanza. L’Inter è una squadra forte, non sapevo cosa aspettarmi perché può fare una grande partita oppure una non all’altezza. Abbiamo preparato il match su alcuni particolari, abbiamo avuto poco tempo, ma ho detto ai miei che andava giocata con attenzione e determinazione, non dando per scontato nulla. Poi bisognava verticalizzare sugli attaccanti, giocare molto lì e velocemente. Sono stati bravi, ho visto l’atteggiamento giusto.

Sul turnover nella scorsa giornata, che ha fatto parecchio discutere: «Mercoledì dovevo cambiare contro la Juve, perché rischiavo di sfinire fisicamente 4-5 calciatori. Sapevo che avremmo subito le caratteristiche dei bianconeri, quindi ho pensato di salvaguardare qualcuno pur essendo competitivi».

Oggi grande prestazione di Bruno Fernandes, di nuovo titolare e preferito ad Alvarez: «E’ arrivato da me alla fine di agosto, l’ho allenato poco e bisognava che capisse le nostre idee, giocare di squadra. Se non ti alleni con i tuoi compagni non riesci, e lui e stato lì ad allenarsi bene. E’ un buon calciatore, sa quando tenere palla e quando giocare, si sta integrando bene, ma abbiamo un altro giocatore importante che è Ricky Alvarez. Ho l’imbarazzo della scelta, e per un allenatore è sempre piacevole».

Quando gli viene fatto notare che nei minuti finali ci siano troppi giocatori offensivi schierati, Giampaolo risponde così: «Non voglio frenarli, se ci sono spazi da attaccare bisogna che vadano, altrimenti rischi di diventare prevedibile. Nel momento in cui subiamo ripartenze bisogna parlarle, e organizzarci a dovere attuando meccanismi difensivi precisi».

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