Giampaolo e la Sampdoria, storia di un matrimonio perfetto

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Il binomio Giampaolo-Sampdoria funziona per diversi motivi: ricerca di stabilità, lavoro con i giovani e volontà di avviare un progetto tecnico di medio-lungo termine sono gli ingredienti principali che rendono vincente il matrimonio fra la società blucerchiata e l’allenatore svizzero

L’approdo di Marco Giampaolo sulla panchina della Sampdoria, questa estate, ha suscitato sentimenti contrastanti nella tifoseria blucerchiata, scottata, bisogna ricordarlo, da una stagione, come quella passata, fra le peggiori della storia recente della società di Corte Lambruschini, terminata con una salvezza arrivata matematicamente solo all’ultima giornata. Pur attribuendo un credito di partenza al mister di Bellinzona, come solito fare dai tifosi doriani per chiunque approdi a Genova, restavano alcuni dubbi su un allenatore che, fino all’anno prima ad Empoli, non aveva mai completamente convinto in Serie A. Molti sono sempre stati gli attestati di stima nei confronti di Giampaolo – basti ricordare che in passato sfiorò le panchine di Juventus e Milan -, soprattutto per il gioco espresso in alcune annate dalle sue squadre, ma restava sempre l’ombra dei molti esoneri e di un certo integralismo tattico, intravisto in alcune situazioni anche quest’anno. Si diceva che il felice campionato vissuto ad Empoli fosse dovuto all’eredità lasciata da Sarri, e che l’allenatore svizzero avesse semplicemente oliato un meccanismo che girava alla perfezione da sé. Critiche forse esagerate e poco attente al lavoro svolto da Giampaolo, il quale, quest’anno con la Sampdoria, ha dimostrato di essere a tutti gli effetti un allenatore da Serie A, eccome.

I SEGRETI DEL SUCCESSO – A guardare i numeri e l’andamento di questa stagione sembra in effetti che il connubio Giampaolo-Sampdoria costituisca davvero un matrimonio perfetto. Diverse sono infatti le motivazioni che hanno fatto sì che l’approdo del mister svizzero a Genova si traducesse in un successo sia per la società che per Giampaolo stesso. Anzitutto, due metodi di lavoro affini: l’ex allenatore empolese ha sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani – solo per restare all’anno passato in Toscana, basti ricordare lo straordinario lavoro svolto con Zielinski e Paredes -, una preferenza che ottimamente si attaglia alla nuova politica che la società blucerchiata, da qualche anno a questa parte, sta portando avanti: l’esplosione di Torreira e quella di Schick, senza dimenticare la crescita vertiginosa di Skriniar, sono innegabili spie di un lavoro silenzioso e produttivo. Acquistati a cifre molto contenute, questi giocatori potranno fruttare alla società ricavi importanti da poter reinvestire per ampliare ulteriormente il circolo virtuoso. Non solo: come affermato dal Ds Osti, è ormai da qualche tempo in cantiere il rinnovo del tecnico, attualmente in scadenza a giugno 2018. Rinnovare il contratto e la fiducia nel mister per altri anni significherebbe dare finalmente il via ad un progetto tecnico che possa fare della continuità e della stabilità le sue armi migliori, che devono costituire dei veri e propri capisaldi per una società, come la Sampdoria, intenzionata ad operare sul mercato in maniera lungimirante, acquistando giocatori talentuosi da far crescere. A ciò si lega il fatto fondamentale di mantenere negli anni un impianto di gioco o, se non altro, un’idea di calcio ben precisa. Se si volge uno sguardo al passato, infatti, la lista degli allenatori che si sono succeduti sulla panchina blucerchiata, negli ultimi tempi, è molto lunga, il che ha reso impossibile avviare un progetto di medio-lungo termine che potesse guidare anche le scelte di mercato. Se Giampaolo dovesse firmare, come tutti si augurano, il prolungamento con la Sampdoria, ciò diverrebbe finalmente possibile: la soddisfazione per il lavoro svolto insieme è reciproca, la volontà di crescere insieme c’è: le carte sono tutte in regola per un futuro più che roseo.