Iachini cuore Samp: «Mai al Genoa. La Sud ti fa fare cose impensabili»

Iachini
© foto www.imagephotoagency.it

Esclusiva SampNews24 – Iachini a cuore aperto: «Come potrei allenare il Genoa, sono un tifoso blucerchiato. Al derby Samp favorita, occhio a Zapata e Quagliarella»

Beppe Iachini è forse il tecnico, fra quelli che hanno allenato in tempi recenti la Sampdoria, il cui legame con i colori e con i tifosi blucerchiati è rimasto più forte: un legame che si è instaurato e che è cresciuto vertiginosamente, nel corso di una stagione travagliata come quella della Serie B, iniziata malissimo e finita, come in una favola, con la promozione dopo i play-off. A condurre la Samp in quella straordinaria cavalcata, dopo la prima parte di stagione in cui Atzori non era riuscito a dare anima e gioco alla squadra, era stato proprio Iachini, osannato dalla tifoseria doriana per il suo attaccamento a quelli che dopo soli sei mesi iniziava già a sentire come i suoi colori. E allora, in una settimana cruciale come quella del Derby della Lanterna, nessuno meglio di Iachini avrebbe potuto spiegare cosa significa il senso di appartenenza alla Sampdoria, una squadra che sta volando e che arriva certamente alla stracittadina da favorita: «Si, la Samp è al secondo anno con Giampaolo, c’è stata la possibilità di curare sempre più i dettagli – ha affermato Iachini in esclusiva ai nostri microfoni – e la squadra sa cosa fare, si conosce a memoria: è stato fatto un grande lavoro da parte della società e dello staff tecnico».

La Samp arriva da un grande inizio di campionato in cui ha raccolto 20 punti e ha dimostrato di essere una squadra coesa, mentre il Genoa continua ad avere difficoltà ad ingranare e dista di ben 14 punti dai blucerchiati. Che tipo di partita ti aspetti? «E’ una partita difficile da interpretare, la Samp sul piano psicologico ha dei vantaggi e lo dice anche la classifica, resta però una gara a sé in cui tutto può succedere. Un pronostico? Posso dire che è favorita la Samp, sicuramente, penso che potrebbero risultare decisivi Zapata e Quagliarella». I blucerchiati hanno saputo sfruttare appieno il fattore casalingo quest’anno, cogliendo 5 vittorie su 5 partite disputate al “Ferraris”; quanto sarà importante l’appoggio della Gradinata Sud in una partita speciale come il derby? «So bene quanto sia importante la tifoseria blucerchiata per la squadra, è veramente il dodicesimo uomo in campo. I tifosi sono sempre molto calorosi, attaccati alla squadra, e certamente per i giocatori sentirli vicini è fondamentale. L’entusiasmo che ti trasmettono ti permette di fare cose impensabili».

Uno dei rimpianti maggiori, probabilmente, è quello di non aver potuto vivere questa partita da protagonista, sulla panchina blucerchiata: «Sono molto contento ed orgoglioso di aver allenato la Samp, penso di aver fatto un buon lavoro. Certamente mi sarebbe piaciuto affrontare un derby da allenatore e continuare il nostro percorso. E’ andata così purtroppo ma sono contento di quanto fatto, rimarrò sempre un tifoso blucerchiato, ho un rapporto speciale con l’ambiente e i tifosi e questo non cambierà mai». Da allenatore ad allenatore, come si prepara una sfida così importante, e cosa dirà Giampaolo ai suoi giocatori negli spogliatoi, prima dell’inizio della partita? «Sono partite che sotto l’aspetto mentale e psicologico si preparano da sole, lo sa anche Giampaolo. Lui dovrà solo esortare la squadra a fare ciò che si è fatto nelle precedenti gare, poi le motivazioni arrivano da sole».

La panchina di Juric traballa, specialmente dopo la brutta sconfitta rimediata a Ferrara con la Spal, e fra i vari nomi di cui si è sentito vociferare per una eventuale sostituzione del croato, c’è anche il tuo. Cosa diresti a Preziosi, se ti proponesse un contratto per guidare i rossoblù? «Da un certo punto di vista essere preso in considerazione è una cosa che fa piacere, ma io penso che per quello che ho vissuto alla Samp e per l’affetto che ho verso il suo pubblico rifiuterei la proposta. Ho rispetto del Genoa, che è una società importante, ma per rispetto dei miei ex tifosi e per tutto quello che mi hanno trasmesso in termini di calore e stima mi sembra giusto e corretto declinare, anche perché resto un simpatizzante dei blucerchiati e sarebbe piuttosto difficile fare il mio lavoro sia da un punto di vista professionale che umano».