Il commento tecnico: Ma siamo seri?

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Bizzarri, Vitturini, Campagnaro, Coda, Biraghi, Cristante, Aquilani, Brugman, Benali, Bahebeck, Caprari, senza Verre, il miglior giocatore della rosa, e in inferiorità numerica tutto il secondo tempo. Se non riesci e vincere contro questa squadra in condizioni di netto vantaggio tecnico, tattico e psicologico, quando vinci?

La Sampdoria di Marco Giampaolo riesce nell’impresa di gettare via l’ennesima possibilità di fare punti contro, spiace dirlo, una diretta concorrente per la salvezza. Stava riuscendo perfino ad andare in svantaggio (il rigore concesso), perchè pensare di attaccare a testa bassa senza rischiare nulla, evidentemente, non era abbastanza complicato. Il primo tempo, giochicchiato esprimendo sporadicamente qualche buona situazione offensiva, è stato letteralmente affossato da una fase difensiva aberrante. Regini e, soprattutto, Sala in costante imbarazzo, incapaci di arginare razionalmente gli esterni di mister Oddo (l’atteggiamento dell’ex Verona sul gol subito è incommentabile). Quello che veramente non sono riuscito a capire è il modo in cui è stata preparata la gara. Il Pescara ha sempre giocato così: interdizione e transizione laterale. Eppure la Samp ha dato l’impressione di essere costantemente sorpresa da qualsiasi situazione offensiva dei pescaresi, finalizzate alla ricerca immediata della profondità grazie al movimento senza palla dei laterali, Caprari e Benali. Due settimane per preparare una partita contro una squadra più che normale in cui, incredibilmente, si va in difficoltà in situazioni in cui, teoricamente, le contromosse dovrebbero essere state preventivamente studiate e applicate.

L’atteggiamento della squadra, conservativo ma per nulla combattivo, ha permesso di gestire ordinatamente la partita nel secondo tempo, anche grazie all’ingenua espulsione di Coda. La fame di vittoria non si è vista. Giampaolo non è stato in grado, per l’ennesima volta, di cambiare il piano partita in corso. Non c’è mai una alternativa, un piano B o, perlomeno, delle idee nuove derivanti da una lettura attenta della gara. In poche parole il mister fa un fatica immensa ad uscire dal suo integralismo tattico. Ma io gli chiedo: se vedi che certe soluzioni tattiche o di formazione non vanno come vorresti e il tempo passa inesorabilmente, perché continuare a testa bassa? Uno potrebbe dirmi che le convinzioni per un allenatore sono tutto. Io riconosco a Giampaolo tante bellissime cose ma, in questo momento, deve sviluppare nuovi concetti partendo dalla sua idea di calcio che, personalmente, mi piace molto. Gli avversari in queste partite stanno facendo tutti la stessa cosa: lasciar giocare i nostri centrali, aggredire i centrocampisti e toglierci più possesso palla possibile nella zona mediana. Servono contromosse, al più presto. Tenere Muriel, Praet, Fernandes e Schick in panchina significa non essere sufficientemente versatile a livello mentale. Se hai dei buoni giocatori che possono aiutarti a vincere le partite, tuo dovere è trovare un sistema per farli coesistere il più possibile.  Se da un parte il mister sembra essere un pò troppo frenato nelle sue idee, dall’altra i giocatori appaiono troppo imbrigliati a livello mentale. Nelle prime gare c’era combattimento, fame, cattiveria agonistica. Ora la Samp sembra specchiarsi su se stessa senza motivo. Il problema è che l’immagine si fa via via più scolorita e meno vivida.

Nel secondo tempo si è vista una squadra spenta, sterile e troppo molle sulle gambe. La maglia della Sampdoria chiede ai suoi interpreti altre cose. In questo modo il campionato sarà molto lungo e per nulla appagante. Se questo è il massimo che il Doria può fornire in vantaggio numerico, contro una squadra di “serie B”, a livello di rosa, con tutta la ripresa per ribaltare il risultato, bè io non me la bevo. Una prestazione e un risultato così dopo due settimane di allenamento finalizzate a preparare solo questa partita. Ma siamo seri?