La rivoluzione di Infantino: «Chiudere il mercato a fine luglio»

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Il prossimo 28 ottobre Infantino discuterà gli 11 punti della sua proposta per modificare il mondo del calcio: un taglio netto al mercato

La rivoluzione, se ci sarà, avverrà solo dopo il 28 ottobre 2018. A Zurigo la commissione della FIFA ascolterà le proposte del Presidente Gianni Infantino, atte a migliorare il mondo del calcio. Sono tanti i punti toccati: dalle commissioni per gli agenti, alla grandezza delle rose, alla possibilità di mettere un numero ai prestiti, ma soprattutto alla cancellazione del mercato invernale e chiusura anticipata di quello estivo. Secondo Infantino quello che sta accadendo nel mondo del calcio ha contribuito ad un impoverimento generale. Servono regole ferree che permettano a tutti di poter acquistare giocatori di talento, ora fuori portata per salari eccessivamente alti. Ma la proposta che potrebbe cambiare ancora di più il calcio come lo conosciamo oggi riguarda le sessioni di mercato.

«Sono a favore della proposta della Premier League, ha senso il fatto di sapere esattamente quale sarà la tua squadra prima dell’inizio del campionato. Non dovresti essere in grado di cambiare all’interno della stagione con il rischio di perdere il tuo migliore giocatore. C’è bisogno di proteggere i valori che hanno reso il calcio ciò che è e la sua integrità. Chiudere il mercato a fine luglio piuttosto che a fine agosto sarebbe certamente meglio – puntualizza a ESPN -. È importante scrivere alcune regole sportive: un limite alla larghezza delle rose e la limitazione ai giocatori in prestito. Tutti abbiamo l’interesse a far giocare i migliori giocatori e oggi con la concentrazione dei migliori in pochi campionati e in pochi club questo non succede. C’è bisogno anche di guardare alle regole per la formazione dei giocatori per trovare un bilanciamento che possa essere competitivo. Guardiamo il sistema sportivo americano: loro hanno regolamentazioni forti sia in termini sportivi che economici, ma questo non gli impedisce di avere successo dal punto di vista commerciale. Ovviamente ci sono diverse regole negli sport degli Stati Uniti che non possono essere applicate al calcio. Ma possiamo comunque pensare ad un salary cap unito ad altre restrizioni sportive per far sì che il talento possa essere diviso in maniera più equa».

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