Lanna: «Mancini? Ha ricreato il clima della Sampdoria dello Scudetto»

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Marco Lanna, ex calciatore della Sampdoria, elogia Roberto Mancini per il lavoro fatto con la Nazionale: le dichiarazioni

Marco Lanna, ex calciatore della Sampdoria, elogia il lavoro portato avanti da Roberto Mancini con la Nazionale. Le dichiarazioni al Secolo XIX.

PREDESTINATO – «In campo si vedeva che Roberto aveva le attitudini, che avrebbe potuto fare il tecnico. Si potevano invece avere dubbi per il carattere, era uno che si arrabbiava molto, diciamo che era un tipo poco diplomatico. Io però ho avuto la fortuna di averlo come allenatore, quando lui iniziò la sua carriera di tecnico. Era la Fiorentina pre-fallimento, era il 2002, la situazione non era semplice. Ma io allora capii presto che sarebbe potuto diventare un grande allenatore perché vidi quanto fosse cambiato. Trovai una persona che non solo insegnava la tattica, ma si prendeva tempo per parlare con i giocatori, ai quali insegnava con pazienza i trucchi del mestiere. Spiegava i dettagli, tutto con una dialettica completamente diversa. Per un giocatore avere un allenatore del carisma di Mancini che sa coinvolgerti in questa maniera è molto importante».

VIALLI – «Vialli aveva un carattere più gioviale ed era più diplomatico. Da giocatore aveva caratteristiche che lo rendevano sicuramente più adatto al ruolo di allenatore. Ma la sua è stata una scelta di vita, credo, e su cosa lo abbia convinto a non proseguire quella carriera non so che dire. Anche lui avrebbe potuto avere successo da tecnico, per come lo conosco io».

RISCHI – «Ha osato tanto, convocando giocatori ai più sconosciuti. Clamoroso il caso di Zaniolo, che aveva fatto solo panchina, ma anche altri sono stati notevoli. Osare in questa maniera in Nazionale non è una cosa normale, perché la Nazionale amplifica le scelte e quindi i rischi che corri sono grossi. L’altro suo grande merito è stato aver creato un bel gioco, perché gli azzurri giocano bene come non accadeva da tempo, e averlo fatto dando piacevolezza all’ambiente. Lo si capisce anche dalle interviste, i giocatori in Nazionale vanno volentieri, in questo Roberto è stato aiutato molto anche da Vialli, Lombardo, Salsano, Nuciari, insomma il gruppo. Perché anche Sacchi o Conte hanno funzionato, ma non credo che l’ambiente allora fosse piacevole come adesso».

COLLABORATORI – «Come tutti gli allenatori anche Mancini ha bisogno di persone di fiducia al suo fianco. Questo consente di delegare molto senza avere la preoccupazione di seguire troppo il lavoro dei collaboratori. In più lui ha scelto le persone giuste. Competenti, scherzose, che sanno entrare in sintonia con i giocatori. Poi aver trovato Vialli, il gemello, in un’avventura così importante è stato per lui determinante».

NAZIONALE COME LA SAMPDORIA – «È un piacere perché ho sempre pensato a quella squadra come una grande famiglia. Si vede che loro sono in sintonia, ma lo siamo tutti quando ci ritroviamo e lo facciamo spesso. Roberto ha voluto ricreare, e ci è riuscito, quel clima. Ora tutti possono capire come si stava bene in quella Sampdoria. È un gruppo che andrà avanti a lungo perché molti giocatori sono giovani. In più ha elementi come Bonucci e Chiellini che possono dare tanto, anche fuori dal campo. Ci sono tante buone squadre ma sono un po’ in costruzione, come noi. Io non mi porrei limiti»