LAVAGNA TATTICA – La Sampdoria è troppo prevedibile quando deve fare la partita

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La Sampdoria di Ranieri è troppo prevedibile quando deve attaccare una difesa schierata. Si è visto nel derby contro il Genoa

Dopo 3 vittorie entusiasmanti, la Sampdoria pareggia un derby bloccato e piuttosto avaro di emozioni. E’ stata una partita che conferma bene pregi e difetti dei blucerchiati. La Samp è infatti una squadra molto tignosa e organizzata quando può aspettare il rivale: ama lasciare il pallino del gioco agli avversari e difendersi bassa. Inoltre, Ranieri ha reso la squadra efficace nelle transizioni, quando i liguri recuperano palla riescono a rendersi pericolosi in ripartenza.

Contro un Genoa rinunciatario e passivo, la Sampdoria ha dovuto invece fare la partita e gestire il possesso. In questo contesto, sono emersi i difetti dei liguri, con un palleggio piuttosto sterile, poco movimento senza palla e scarse idee su come creare pericoli.

Per tutta la partita, i blucerchiati hanno faticato molto nel trovare liberi i propri mediani (Thorsby ed Ekdal). I due erano schermati dal 4-3-1-2/4-3-2-1 di Maran, con la Sampdoria che non è quasi mai riuscita a trovare soluzioni di passaggio centrali.

L’azione sopra mostra con chiarezza l’atteggiamento del Genoa: raramente i rossoblu pressavano i difensori, la priorità era quella di fare tanta densità in mezzo per impedire ai blucerchiati di verticalizzare centralmente.

La Sampdoria era così costretta ad allargare sulle corsie esterne, ossia la zona del campo dove si è sviluppata la quasi totalità del gioco (Augello ha toccato 104 palloni). Il Genoa era però piuttosto compatto nello scivolare in fascia, con la manovra che quindi si bloccava. Esterno e terzino (che giocavano entrambi molto larghi per combinare) non riuscivano a sfondare ed erano circondati da maglie avversarie. Il resto della squadra era fermo, con pochi smarcamenti e distanze ampie dai giocatori.

La manovra si bloccava quindi sistematicamente, la Sampdoria non riusciva a superare le linee avversarie: inoltre, con la palla che girava lentamente, i blucerchiati raramente hanno consentito ai propri esterni di andare al cross, erano sempre serviti da fermi.

Nella slide sopra, si vede quanto il 4-4-2 sia scolastico, con poco movimento senza palla e l’intera squadra ferma: Berszynski e Jankto sono in inferiorità numerica in fascia, con il centro del campo vuoto. C’è il solo Ramirez che però è circondato da maglie avversarie. Il Genoa non ha problemi a bloccare la manovra della Sampdoria.

Nel secondo tempo, Ranieri ha invertito le ali, facendo giocare Damsgaard e Jankto sul piede forte: probabilmente, l’intenzione era quella di andare più facilmente al cross e sfruttare così meglio l’ampiezza.

La pericolosità non è però aumentata, con la Sampdoria che non riusciva a superare il 4-3-3 genoano: abbiamo continuato a vedere le stesse difficoltà della prima frazione.

La manovra ha continuato a impantanarsi in fascia, dove i blucerchiati erano costantemente in inferiorità numerica contro un avversario molto corto in zona palla. Inoltre, le punte erano molto vicine tra di loro, con la conseguenza che non c’erano mai riferimenti tra le linee. Con questa staticità e prevedibilità, è molto difficile creare pericoli agli avversari e palleggiare sul corto.

Oggi la Sampdoria è una squadra ostica per tutti quando sceglie un atteggiamento attendista, ma attacca molto male una difesa schierata. Ranieri deve rendere più efficace ed imprevedibile la squadra in queste situazioni di gioco.