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L’avvocato Grassani conferma: «I club possono congelare gli stipendi»

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L’avvocato Grassani conferma: «I club possono congelare gli stipendi dei calciatori. Non è risparmiare, ma salvaguardare il rischio d’impresa»

Tra i temi più caldi in questi giorni di crisi (anche) calcistica nel nostro Paese, rientra certamente il possibile taglio degli stipendi dei calciatori di Serie A. Le casse delle società, già duramente colpite dall’emergenza Coronavirus, arriverebbero a risparmiare un totale di circa 260 milioni di euro attuando decurtazioni che andrebbero dal 15 al 30%.

Addirittura, sarebbe consentito ai club di congelare gli stipendi dei propri tesserati. A confermarlo è stato l’avvocato Mattia Grassani, intervistato da Il Corriere dello Sport: «In materia sportiva non esiste una norma. Ma in senso giuslavoristico sì: il codice civile disciplina il caso dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione. Quindi tanto le società quanto i tesserati non sono più tenuti a rispettare l’obbligazione».

Insomma, per tutto il tempo in cui un calciatore è impossibilitato ad allenarsi, la società può sospendere il pagamento: «Teoricamente sì. E posso assicurare che diversi presidenti hanno già attivato i loro uffici legali per trovare una strada che eviti il collasso generale. Non si tratta di voler risparmiare o speculare – conclude Grassani – ma di salvaguardare il rischio d’impresa».

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