Le trasferte non sono vacanze: Samp, così l’Europa è un miraggio

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La Sampdoria cade a Crotone e conferma l’allergia alle trasferte: a questo punto, è inevitabile porsi alcune domande sulla dimensione e sugli obiettivi dei blucerchiati

Ci risiamo, per l’ennesima volta: anche ieri la Sampdoria ha dato prova di quanto possa trasformarsi questa squadra in trasferta. Se ci si abitua a vedere i blucerchiati giocare fra le quattro torrette del “Ferraris”, vedendo una qualsiasi partita della Samp in trasferta ci si chiede se si tratti della medesima squadra. Tanto arrembante e determinata in casa quanto spaurita e rinunciataria in trasferta, la squadra di Giampaolo non riesce a trovare un equilibrio fra la migliore e la peggiore versione di se stessa, sorprendendo puntualmente i tifosi in positivo, qualora si giochi a Genova, o in negativo, quando Quagliarella e compagni sono ospitati su un altro campo da gioco.

E’ frustrante, per i giocatori e per i tifosi, questo refrain che puntualmente si ripete: qual è la vera Sampdoria, quella che prende 4 gol dal Crotone e 3 dal Benevento o quella che annichilisce la Juventus campione d’Italia? Naturalmente, è Giampaolo a dover fornire delle risposte: un allenatore deve essere in grado di infondere nei propri giocatori il coraggio per affrontare partite in terreni ostili, quali poteva essere lo “Scida” ieri pomeriggio. Quanti sono i meriti dell’allenatore doriano per ciò che di buono fa la Samp fra le mura amiche, tante devono essere le critiche per quanto poco riesce ad esprimere fuori casa. Qual è dunque la vera dimensione di questa squadra, quali sono gli obiettivi stagionali? A marzo, le risposte a queste domande dovrebbero essere ormai chiare. Se risulta impossibile rispondere in modo inequivocabile, qualche problema esiste davvero.

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