L’importanza dei “senatori”: termometro della squadra, parola di Giampaolo

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© foto Valentina Martini

Analizzando la rosa della Sampdoria è inevitabile notare che sono ben pochi i “veterani” rispetto alla folta valanga dei nati negli anni ’90. Ma Giampaolo sottolinea che sono il “termometro” della squadra

Marco Giampaolo l’ha sottolineato in conferenza stampa, alla vigilia di Sampdoria-Fiorentina: il termometro della Sampdoria è rappresentato dai suoi “senatori”. I veterani sono chiamati a dettare i “tempi” alla squadra, non solo sul terreno di gioco ma anche come esempi al di fuori del rettangolo verde: se sono i primi a prensentarsi sul campo, i giovani li seguiranno. Se sono i primi a fare una vita regolare, faranno capire ai ragazzi che è così che deve comportarsi un’atleta. Come ha raccontato Marco Giampaolo sono Palombo, Cigarini, Viviano, Puggioni, Silvestre, Barreto, Alvarez e Quagliarella il motore di questa squadra, si allenano duramente, sono attenti ai dettagli, sono concentrati, focalizzati sull’obiettivo anche se alcuni di loro non ha la possibilità di scendere in campo ogni domenica. Sono il termometro della squadra e i giovani li seguono, li prendono ad esempio. Sappiamo bene che in campo non scendono in campo proprio tutti, anzi solo quattro dei nove ragazzi nati tra il 1981-1988, sono titolari fissi nella formazione iniziale di Marco Giampaolo: Viviano (classe 85), Silvestre e Barreto (classe 1984) e  Quagliarella (classe 1983) che è quasi sempre il più “anziano” titolare dell’undici blucerchiato. Eppure uno per ogni reparto del campo, riescono a dare la sicurezza dell’esperienza agli altri ragazzi della rosa blucerchiata.

LA VALANGA DELLA CLASSE 1990 – A confine, anello di raccordo tra i più giovani e i giovanissimi, c’è Vasco Regini, l’unico classe 1990 della Sampdoria che assieme a Muriel, Sala, Budimir e Dodo (classe 1991), rappresentano la via di mezzo tra il gruppo foltissimo dei nati tra il 1994-1996. Ovviamente, come anche affermato da Giampaolo, avere 25 anni nel mondo del calcio, soprattutto italiano ma anche europeo, significa dover fare il salto di qualità, significa entrare nel gruppo dei più esperti dai quali pretendere molto di più. Il riferimento di Giampaolo è stato fatto nei confronti di Dodo, molto altalenante in questo campionato nelle prestazioni offerte sul campo, ma si può ribaltare anche sugli altri giocatori: Muriel è l’esempio lampante della rapida maturazione che ha avuto in questo campionato. Si fermerà a Pasqua per lavorare al suo recupero, segnale di una determinazione e di una serietà importanti per la sua carriera. La valanga della classe novanta ha comunque i suoi punti di riferimento nel gruppo dei veterani: Silvestre è la chioccia dei difensori come Skriniar e Simic, altro talento pronto ad esplodere. Barreto è il metronomo di centrocampo, diventato inamovibile nello scacchiere di Giampaolo e il più anziano tra i vari Torreira, Praet e Linetty. In attacco è Quagliarella a prendersi cura di Schick e dello stesso Muriel con il quale ha trovato un’intesa perfetta. Per non parlare di Viviano, vero baluardo tra i pali blucerchiati, e il suo secondo Puggioni da cui sia Falcone che il Primavera Krapikas possono imparare molto. 

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