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Luiso e i ricordi della Sampdoria: «Ancora oggi mi fermano per la rovesciata al Milan»

Luiso ha ricordato i tempi della Sampdoria tra gol indimenticabili, sfide con grandi difensori e il desiderio di tornare presto nel mondo del calcio
Pasquale Luiso, ex attaccante della Sampdoria, ha ripercorso alcune delle tappe più significative del suo cammino calcistico in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Ne emerge il ritratto di un centravanti generoso, ruvido, istintivo, capace di lasciare il segno soprattutto con gol entrati nella memoria collettiva del calcio italiano.
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Luiso, il gol al Milan e il soprannome che lo ha reso celebre
Il ricordo più forte resta quello della rovesciata contro il Milan, una rete che ancora oggi accompagna l’ex attaccante nella vita quotidiana.
ROVESCIATA – «Ancora mi fermano per strada e mi parlano di quel gol. È un modo per tenere viva la memoria. Quello della rovesciata contro i rossoneri resterà per sempre uno dei giorni che porto nel cuore».
SOPRANNOME – «Credo me l’abbiano dato per due motivi. Sia perché passavo dal Sora al Torino e sia perché somigliavo a un toro quando giocavo. Lottavo tanto, non mollavo mai».
DUELLI – «Ricordo gli scontri con Montero, ci picchiavamo per novanta minuti. Poi fuori dal campo eravamo amici. Stessa cosa con Andrea Sottil. Ma anche Ferrara, Nesta, erano difensori fortissimi».
CHELSEA – «Al ritorno segnai io e ammutolii i tifosi avversari. Gli feci anche il gesto di stare zitti, visto che fischiavano».
OGGI – «Mi piacerebbe tornare nel calcio, ma non so. Nessuno mi ha mai chiamato. Sarà che sono poco social e non mi sono mai venduto».
Parole sincere, che chiudono il racconto di un protagonista capace di costruirsi tutto con sacrificio, fame e personalità. E anche per i tifosi blucerchiati, il nome di Luiso resta legato a una carriera vissuta sempre lottando su ogni pallone.