Maccarone inedito: «Samp, quella retrocessione è il mio più grande rimpianto»

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Maccarone torna a parlare di Sampdoria: «Sono davvero dispiaciuto, ci tenevo a fare bene a Genova. Giampaolo? Uno dei migliori tecnici in assoluto»

In quella stagione tragica per la Sampdoria – sportivamente parlando, s’intende -, il campionato 2010/11 terminato con l’amara retrocessione, Massimo Maccarone era arrivato a Genova dal Palermo con il compito di salvare la squadra. In quel gennaio che aveva visto partire anche Giampaolo Pazzini dopo l’addio di Antonio Cassano, ancora non si aveva percezione del vicolo cieco che la Samp stava imboccando, e si pensava con una decina di gol da parte della nuova coppa Big Mac – Macheda i blucerchiati si sarebbero salvati senza troppi problemi.

Le cose, come ricordano molto bene i tifosi blucerchiati, non andarono così. La Samp finì in Serie B e una spirale di indignazione e cattiveria si accanì sui giocatori, anche e soprattutto su Maccarone. Che ancora non si perdona quella retrocessione: «Ribadisco che non aver fatto bene a Genova è il più grande rimpianto della mia carriera. La Samp è una società che ho sempre ammirato, con una maglia stupenda, una tifoseria molto passionale come piace a me, avrei tanto voluto fare bene e lasciare lo stesso buon ricordo che ho lasciato in altre piazze. Ero anche stato un grande tifoso di Vialli, il mio idolo. Peccato. Sono capitato in un anno balordo, avevamo anche problemi societari, non c’era un direttore sportivo e io avevo gravi problemi personali. E’ girato tutto storto».

Tornando invece ad una più stretta attualità, sabato pomeriggio si affronteranno proprio la Sampdoria e l’Empoli, squadra alla quale Maccarone ha legato ricordi decisamente più dolci grazie soprattutto alla guida dell’attuale tecnico blucerchiato Marco Giampaolo: «Ho sempre detto che considero Marco un amico ma soprattutto un grandissimo tecnicoha affermato l’attaccante ai taccuini de Il Secolo XIX -, tra i migliori in assoluto. L’ho sentito ancora un mese fa, tra l’altro in un momento che alla Samp non girava benissimo ma non avevo dubbi che si sarebbe ripreso e infatti lo ha già fatto. Lavora il doppio degli altri, studia, sa leggere le partite, lavora sui dettagli. Per metodo e applicazione è avanti, ora poi ha preso due forti che conosco bene e si sono inseriti: Tonelli e Saponara».

Infine, proprio da centravanti, un giudizio su Quagliarella, che a Genova sembra aver trovato un elisir di eterna giovinezza: «Beh su Fabio c’è da dire poco, io mi vanto di aver già detto anni fa, in periodi non sospetti, che era uno degli attaccanti più forti d’Italia. A dispetto dell’età è un giocatore moderno perché completo di tutto. Straordinario. Qual è il segreto per segnare così tanto? Una volta i metodi di preparazione atletica erano antiquati e prevedevano di sfinire tutti quanti con infinite corse attorno al campo. Ora i nuovi metodi prevedono preparazioni ad personam, specifiche, e fino a quasi quarant’anni – conclude Maccarone – riesci a rendere come avessi dieci anni di meno».

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