Mancini rimpiange il passato: «Difficile esista un altro Mantovani»

Mancini Sampdoria
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Roberto Mancini torna agli anni passati in blucerchiato: difficile possa riproporsi un’epoca come quella vissuta sotto Paolo Mantovani

Roberto Mancini, intervistato nel programma I Signori del calcio su Sky Sport, torna agli anni passati in blucerchiato. Un calcio diverso, un’epoca in cui si poteva pensare di passare anche 15 anni con una sola maglia addosso dove se eri un campione venivi pagato il giusto. Non come oggi, dove chiunque può ambire a ingaggi faraonici e in cui a farla da padrone sono le dinamiche di mercato: «Ho avuto la grande fortuna di vivere 15 anni straordinari alla Sampdoria che per me era la famiglia, i miei compagni erano come miei fratelli – puntualizza -. Sono stato fortunato di giocare, in quegli anni, nel migliore campionato del mondo, in Italia giocavano tutti i più grandi calciatori. Fossi stato oggi calciatore avrei sicuramente viaggiato molto perchè girare il mondo, conoscere molte persone, diverse culture aiuta a crescere e a migliorarsi».

Erano gli anni in cui la Sampdoria si imponeva nel calcio italiano ma non solo, sotto la guida di un maestro come Boskov e un Presidente padre come Mantovani. Anni che i tifosi blucerchiati vorrebbero rivivere ma che per Mancini è difficile che accada: «Me lo auguro per i tifosi della Sampdoria che ci possa essere un’altra epoca così però penso che sia abbastanza difficile: di Mantovani ce n’è stato uno e non credo possa essercene un altro. Era al di sopra di tutto e tutti, aveva un’intelligenza che nessun altro possedeva, era riuscito a costruire una squadra di giovani ragazzi e poi di uomini che hanno vinto quasi tutto. Ho avuto la fortuna di giocare in quella squadra e di amarla, così come amavo totalmente i miei compagni. Non credo possa capitare un’altra volta, il periodo più bello in assoluto è stato il decennio ’80-’90: oggi sicuramente girano più soldi, ci sono giocatori anche mediocri che guadagnano come campioni».

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