Mannini torna sulla finale di Wembley: «Avremmo potuto vincere». Poi il ricordo delle lacrime di Mancini
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Mannini torna sulla finale di Wembley: «Avremmo potuto vincere». Poi il ricordo delle lacrime di Mancini

L’ex Samp ripercorre la dolorosa sconfitta contro il Barcellona nella finale di Coppa dei Campioni del 1992: dalle occasioni sprecate da Vialli alla convinzione di poter vincere ai rigori, fino al ricordo di Roberto Mancini in lacrime

Ci sono partite che rimangono impresse per sempre nella memoria dei tifosi. Per la Sampdoria, la finale di Wembley del 20 maggio 1992 rappresenta ancora oggi uno dei momenti più emozionanti e dolorosi della propria storia. Quella sera i blucerchiati di Vujadin Boskov sfiorarono la conquista della Coppa dei Campioni, arrendendosi soltanto nei tempi supplementari al Barcellona allenato da Johan Cruijff, vittorioso per 1-0 grazie alla punizione di Ronald Koeman al 112′. A distanza di oltre trent’anni, Moreno Mannini, ai microfoni di Doppio Passo Podcast, protagonista di quella straordinaria Sampdoria, è tornato a ricordare la partita, soffermandosi sulle occasioni mancate, sulla fiducia della squadra e sul dolore vissuto dopo il fischio finale.

Mannini ricorda Wembley: «Non eravamo inferiori al Barcellona»

Nelle parole di Moreno Mannini emerge soprattutto la convinzione che la Sampdoria avesse tutte le qualità necessarie per conquistare il trofeo. Nonostante il valore degli avversari, i blucerchiati affrontarono la finale con la consapevolezza di potersela giocare alla pari. Il rimpianto più grande riguarda le occasioni non sfruttate e la possibilità di arrivare ai calci di rigore.

SULLA FINALE DI WEMBLEY – «Guardando le formazioni, non eravamo inferiori nemmeno a quel Barcellona. Abbiamo perso, ma avremmo potuto tranquillamente vincere. Purtroppo sbagliammo un paio di gol con Luca, che continuava a dirci quanto gli dispiacesse. Ci stavamo avvicinando ai rigori ed eravamo convinti che, se ci fossimo arrivati, avremmo vinto». Un ricordo che restituisce la fiducia di una squadra capace di mettere in difficoltà una delle formazioni più forti del calcio europeo.

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Il rimpianto di Vialli e quella punizione decisiva di Koeman

La finale contro il Barcellona rimase in equilibrio per tutti i novanta minuti regolamentari. La Sampdoria riuscì a costruire occasioni importanti, ma non trovò la rete necessaria per sbloccare il risultato. Tra i protagonisti ci fu Gianluca Vialli, che ebbe alcune opportunità senza riuscire a concretizzarle.

Il risultato cambiò soltanto nel secondo tempo supplementare, quando Ronald Koeman superò Gianluca Pagliuca con una potente punizione. La rete dell’olandese consegnò al Barcellona la prima Coppa dei Campioni della propria storia, lasciando i blucerchiati a un passo da un traguardo straordinario.

Il ricordo delle lacrime di Mancini: «Ho cancellato tutto dalla memoria»

Il passaggio più emozionante del racconto di Mannini riguarda ciò che accadde dopo la sconfitta. L’ex difensore ha ammesso di non conservare ricordi precisi dello spogliatoio, quasi come se la delusione avesse cancellato quei momenti dalla sua memoria.

Una scena, però, è rimasta impressa: Roberto Mancini seduto sul terreno di gioco, in lacrime dopo aver visto sfumare il sogno europeo.

SUL DOPO PARTITA E MANCINI – «Non ricordo cosa sia successo nello spogliatoio dopo la partita. Credo di averlo cancellato dalla memoria. Ricordo Roberto Mancini che piangeva seduto in campo, ma del dopo non ho ricordi. Forse la mia mente ha voluto cancellare quel momento perché eravamo arrivati a un passo dal traguardo. Sapevamo anche che sarebbe stata l’ultima occasione per stare tutti insieme».

Parole che raccontano quanto quella finale avesse rappresentato per i protagonisti di una delle epoche più importanti della storia blucerchiata.

Wembley 1992 resta una ferita aperta: il sogno sfiorato dai blucerchiati

La finale di Wembley rappresentò il punto più alto del percorso europeo della Sampdoria di Paolo Mantovani, reduce dalla storica conquista dello scudetto nella stagione precedente. Quella formazione, costruita attorno a giocatori come Vialli, Mancini, Mannini, Pietro Vierchowod e Attilio Lombardo, riuscì ad arrivare a contendersi il trofeo più prestigioso del calcio continentale.

La sconfitta contro il Barcellona non cancellò il valore di quel percorso, ma lasciò inevitabilmente il rimpianto per un’occasione irripetibile. A rendere ancora più doloroso quel risultato fu la consapevolezza che il gruppo sarebbe presto cambiato, chiudendo una fase straordinaria della storia doriana.

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