Milan-Sampdoria, Gattuso: «Se sbagli qualcosa, Giampaolo non ti perdona»

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Milan-Sampdoria, Gattuso in conferenza stampa presenta le difficoltà del match contro i blucerchiati, sebbene si giocherà a “San Siro”

Il Milan inizierà a preparare la gara contro la Sampdoria solo da oggi pomeriggio. Questa l’affermazione di Gattuso, intervenuto in conferenza stampa per preparare il match, che sottolinea quanto sia difficile affrontare una squadra come quella di Giampaolo con una preparazione così esigua. Livello mentale e livello fisico non devono essere scuse o alibi, le partite si preparano per trovare il risultato. Per questo motivo il tecnico rossonero non si sofferma sui singoli ma sul lavoro che sta facendo la squadra: «Non sono solo i singoli, per le capacità e la bravura, a fare la differenza. È un periodo che vogliamo giocare da squadra, stanno facendo tutti una mole di lavoro importante: c’è anche il sacrificio degli attaccanti e degli esterni sempre pronti a ripiegare. Per questo non voglio sottolineare le prestazioni dei singoli, ma della squadra. Non mi piace parlare solo di Bonucci e Romagnoli quando si parla di difesa, difficilmente noi diamo campo agli avversari perchè è tutta la linea che si sta muovendo bene: da Calabria ad Abate».

L’ex difensore bianconero è stato spesso osteggiato dalla tifoseria, il tecnico però ne esalta le qualità e le caratteristiche da vero campione: «Bonucci deve essere un esempio per questa squadra, quando parlo del campione intendo quella persona che si allena sempre a mille all’ora, rompe le scatole, porta professionalità nell’ambiente. Il campione mette a disposizione se stesso mettendo veemenza e personalità, se mancasse questo non sarebbe tale e noi abbiamo bisogno di esempi come Bonucci, averlo è una fortuna. Io mi aspetto continuità di prestazione dai miei ragazzi, continuità anche nel modo di approcciarsi alla partita, ad impadronirsi degli spazi sul campo. Penso che tante volte non siamo riusciti a esprimere buon calcio: perdiamo palla e diamo campo agli avversari, è lì che dobbiamo migliorare. Domani ci mancherà Kessie e dovremo sopperire alla sua assenza, dovremo chiudere meglio gli spazi, non subire gli avversari. Oggi non abbiamo un altro giocatore con le sue caratteristiche, crediamo ciecamente in lui e domani andremo alla ricerca di quel qualcosa in più. Oggi faremo la conta, speriamo di avere tutti a disposizione».

Perdere la partita significherebbe farsi distanziare di sei punti dalla Sampdoria: «Noi non possiamo sbagliarla questa partita, loro stanno tre punti sopra di noi. Questo lo sappiamo da tempo. La classifica non è bella, sappiamo che giochiamo con una squadra ben allenata, ben organizzata, che gioca insieme da tempo. Contro la Sampdoria non voglio sentire parlare di stanchezza, sono componenti che partono dalla testa perché sappiamo di giocarci tanto. I primi venti minuti contro il Ludogorets non mi sono piaciuti e se domani affrontiamo la Sampdoria timorosi e bassi, rischiamo grosso. Anche contro la Spal abbiamo faticato, c’era Lazzari che ci ha messo in forte difficoltà, non riuscivamo a staccare con Rodriguez nei tempi giusti, con il Ludogorets invece arrivavamo sempre secondi sulla palla: non dovevamo sbagliare palle in uscita e ci siamo in parte riusciti, ma all’inizio abbiamo dato una lettura sbagliata alla partita. Abbiamo al contempo mandato un segnale preciso: soffriamo ma non subiamo gol» e sulle scelte a centrocampo «Locatelli o Montolivo? Il secondo ti dà esperienza e qualità, ha un passo diverso da Locatelli che chiaramente ti dà freschezza anche in luce dell’età. Le statistiche sui gol subiti dal Milan e dalla Sampdoria non mi interessano: pensate se domani ci fanno gol nei primi quindici, dove di solito non subiamo? Quando i ragazzi dello staff mi fanno vedere le statistiche le strappo subito: mi dispiace aver avuto solo oggi e domani per preparare questa partita, ho la consapevolezza di chi ho di fronte. Io ho copiato tante cose a Giampaolo, i suoi concetti mi piacciono, so il suo valore, so come fa giocare le sue squadre: per questo mi fa paura e non voglio sbagliare niente. Se sbagli qualcosa, Giampaolo non ti perdona. Non ho guardato la partita dell’andata, siamo diversi da quella squadra per mentalità e assetto tattico. Di Giampaolo mi piace l’intensità, la difesa della porta, è un allenatore che è avanti, è un professore, quando lo sento parlare – ed è accaduto per la prima volta cinque anni fa a Coverciano – ti apre un mondo. Mi piace come vede il calcio, ammetto che in questi anni ho fatto parecchio copia e incolla dei suoi precetti».

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