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Osti: «Nessuna chiamata per Damsgaard. Faggiano? Ecco cosa penso»

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Carlo Osti, responsabile di tutte le aree tecniche della Sampdoria, fa il punto della situazione sull’arrivo di Faggiano e sul calciomercato: le sue parole

Carlo Osti, responsabile di tutte le aree tecniche della Sampdoria, fa il punto della situazione sull’arrivo di Daniele Faggiano e sul calciomercato: le sue parole a Il Secolo XIX.

FAGGIANO – «In una società di A penso ci sia spazio per più profili all’interno dell’organigramma. Ovviamente dando compiti precisi, non sovrapponendosi e non creando incomprensioni. Detto questo, sono contento che sia arrivato Daniele, sicuramente ci darà un grande contributo. Gli do il benvenuto e gli faccio un grande in bocca al lupo per questo nuovo incarico in Sampdoria. E seguendo anche tutte le evoluzioni del suo rapporto con il Genoa, ho avuto modo di capire che lo ha fortemente voluto. Non è stato facile trovare una soluzione con la società rossoblù, rinunciare ad alcune cose… Siamo convinti che questo suo entusiasmo possa portarci un grande contributo. Faggiano ha già avuto modo di conoscere Ferrero, penso che ogni presidente abbia le proprie caratteristiche e che nel calcio moderno un direttore sportivo intelligente debba sapersi adeguare alla società per cui lavora».

CALCIOMERCATO – «Il Covid ha esasperato una tendenza già in atto da un po’. Meno calciatori hai, più ricco sei. Viene premiata la qualità della rosa, non la quantità. E oggi un manager deve essere bravissimo a capire le potenzialità di un calciatore, sbagliando in meno possibile. Nel calcio di oggi anche un solo contratto in più fa la differenza. Ora dobbiamo trovare una collocazione a chi riteniamo non sia funzionale alla nostra prima squadra e aggiungere quei tasselli che possono completarla. C’è bisogno delle conoscenza di tutti, Ferrero, Osti, Faggiano… La forza di un club è trovare la giusta sintonia e alla Sampdoria c’è sempre stata».

DAMSGAARD – «Damsgaard? Non abbiamo ricevuto una telefonata vera. Altro aspetto, anche in Italia si è arrivati a capire che i calciatori possono andare a scadenza».

RETROSCENA – «Il primo ricordo di Faggiano? In un Lecce-Siena e lui si presenta con una “jeroboam” di Primitivo di Manduria… Dopodiché abbiamo un amico comune, Alberto Bergossi, che lo ha introdotto nella ristretta lista della “cena del Leon”, evento goliardico per direttori sportivi che organizzo io. E l’amicizia è cresciuta».