Pagliuca ricorda Boskov: «Lui e Mihajlovic molto simili. Una volta…»

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Pagliuca racconta gli aneddoti con Boskov: «Lui e Mihajlovic si assomigliano. Quella volta col “palotazzo” ridemmo un minuto»

Gianluca Pagliuca e lo sguardo al passato. L’ex portiere della Sampdoria, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha voluto ricordare i momenti trascorsi in blucerchiato col tecnico Vujadin Boskov.

DEBUTTO – «Tre giorni prima del mio debutto in A con la Samp, fra me e Vujadin andò così. “Tu pronto per giocare finale Coppa Italia?”. Mister, io sono sempre pronto. “Ok: se tu giocare bene, metto anche prossima domenica”. Vincemmo la Coppa Italia e io esordii al posto di Bistazzoni, Sampdoria-Pisa 0-0. Unico».

MIHAJLOVIC – «Quando sento parlare Sinisa a volte mi sembra di risentire Vujadin. Si assomigliano in diverse cose: nel carisma e nel carattere che avevano e ti davano, beh, sono due grandi persone sovrapponibili. Semmai, c’è che Sinisa rispetto a Vujadin conosce più termini, ha un vocabolario italiano più esteso, anche perché è qui da anni. Senta questa: una volta, durante un allenamento, Vujadin si avvicina a me e dice: “Attento a palotazzo”. Mi guardo attorno, scambio un’occhiata con chi è vicino, non capivo. Cos’è palotazzo mister? “Quello lì, come si chiama, palla che fa così”. E mima la traiettoria: era il pallonetto. Ridemmo per un minuto».

RIPRESA «Se io fossi un calciatore un po’ di paura l’avrei. Ripartirei a settembre, certamente con la speranza che nel frattempo possano trovare una cura al Covid-19. Ma aggiungo un’altra cosa: in cuor mio spero che ripartano i campionati. Sul serio. La domenica, o il sabato, di calcio mi mancano da impazzire. Pure le nostre gare della Primavera oppure la Premier che adoro».

TUTTO UGUALE – «Quale club sceglierei se dovessi tornare in campo adesso? Prima il Bologna. Ma rifarei esattamente tutta la trafila della mia carriera».