Pastor, mentalità da vincente: «Pronti a conquistare tutti i trofei possibili»

© foto Mattia Bronchelli

Il difensore della Primavera Pastor si racconta: gli obiettivi personali e di squadra, il nuovo tecnico e la vita alla Sampdoria

Chi ha seguito la Primavera lo scorso anno si ricorderà il suo gol all’Empoli, ma Alex Pastor di mestiere non fa l’attaccante. Il difensore centrale, ai microfoni di SampTV, si racconta partendo dall’infanzia. Calcisticamente il suo percorso nasce presto, come puntualizza, ma l’occasione di arrivare in Italia gli ha cambiato la vita: «Sono nato a Barcellona e ho iniziato a giocare a calcio a quattro anni nella mia scuola, dopo sono passato in una squadra della mia città fino agli undici anni. Quando ero all’Espanol è arrivata la possibilità di passare alla Sampdoria: all’inizio è stato difficile ma poi ho visto che era un bel posto, c’erano dei bravi ragazzi e non ho avuto paura. Nella mia famiglia mio padre giocò nel Barcellona, siamo una famiglia che amiamo il calcio. Ogni due mesi riesco a tornare a casa e stare con i miei, sopratutto mio fratello e mia sorella mi mancano tanto. Da piccolo giocavo a centrocampo e sulla fascia, crescendo sono diventato difensore centrale che mi piace molto di più».

Fisicamente maturo, Pastor ha mantenuto uno stile di gioco “spagnolo” con passaggi corti e palla vicino: «Prediligo giocare la palla vicino, come in Spagna, tutti i miei allenatori me lo chiedono. Se posso salgo a colpire di testa sui corner, sono riuscito anche a fare qualche gol, quello che però ricorderò per sempre è la rete realizzata a Marassi contro l’Empoli. L’anno scorso ci siamo tolti tante soddisfazioni, arrivando alle Final Eight dopo duri playoff: quest’anno possiamo riuscire a fare un grande campionato. Sono andati via alcuni giocatori, ma ne sono arrivati altri altrettanto importanti. La mia intesa coi compagni è forte, con alcuni sono due anni che stiamo insieme, ora stiamo conoscendo i nuovi» e sul nuovo allenatore «Massimo Augusto ci trasmette la mentalità vincente, ci stiamo allenando per un calcio moderno, europeo. Il mio idolo è Mark Bartra, mi piace la sua personalità, il suo carattere, lo guardo per il suo modo di giocare. Andare in prima squadra è importante: guardare Silvestre e confrontarmi con lui è importante, così come essere allenati da Giampaolo, ci dà consigli fondamentali perché lui lavora molto con la linea difensiva. Amo essere corretto dal tecnico perchè sono sempre pronto ad imparare».

Genova e Bogliasco sono il suo mondo. Casa Samp è il tetto che ha sopra la testa. Ambiente perfetto per crescere, allenarsi e maturare: «Nel tempo libero mi piace andare al mare, viviamo a Casa Samp che è perfetta con tutti i confort: il ping pong, la TV per giocare alla Play, stiamo insieme e ci divertiamo molto. Uso i social per condividere i momenti passati qui, mi piace raccontare com’è andata la partita e far sapere come sto ai miei famigliari e amici. Mi piace andare in centro a Genova – in inverno – per fare acquisti, d’estate restare qui a Bogliasco perché c’è il mare, i ristoranti. L’obiettivo a livello personale è lavorare bene per stare tra i grandi e arrivare in Serie A, con la maglia blucerchiata spero di farmi notare anche in Spagna per approdare nell’Under 21 o anche la Nazionale maggiore. Gli obiettivi della squadra sono di vincere tutti i trofei possibili».