Pastorino, Sampdoria Club Bruxelles: «Tante culture diverse, un’unica passione per la Samp»

© foto I ragazzi del Sampdoria Club Bruxelles

Esclusiva SampNews24 – Il nostro cammino continua: dall’Indonesia torniamo in Europa. Andiamo a trovare i nostri amici del Sampdoria Club Bruxelles: multiculturalismo con un denominatore comune, la passione blucerchiata

Ieri vi abbiamo raccontato la passione del Sampdoria Club Indonesia, oggi torniamo in Europa. Ad accoglierci, in una delle città più multiculturali dell’Unione Europea, c’è Simone Casadei Pastorino del Sampdoria Club Bruxelles-Europa, che ci racconta la storia della nascita del club: «Il Sampdoria Club Bruxelles-Europa nasce per iniziativa di cinque tifosi blucerchiati residenti in Belgio, tutti professionisti nel campo delle politiche comunitarie. Il club nasce nell’ottobre del 2008 e si propone, con successo, di divenire un centro d’aggregazione per i Sampdoriani che vogliono vedere le partite di campionato, o di coppa, in compagnia. Per noi è anche importante la vocazione europea del Club, vista la presenza di una grande comunità internazionale a Bruxelles; insomma, il richiamo dei colori più belli del mondo lo sentono anche i nostri amici di altre nazionalità, ci sono belgi, maltesi ma anche irlandesi. A Bruxelles siamo una trentina di iscritti al  club ma ci sono anche presenze blucerchiate in giro per il Belgio (a Liegi, ad Anversa etc) che, in occasione del Derby, ci vengono a trovare. Abbiamo stabilito un sodalizio con una nota pizzeria italiana a Bruxelles, La Ruota in Chaussée De Louvain 325, 1030 Schaerbeek, che molto gentilmente ci mette a disposizione il locale per vedere la partita. Durante la settimana ci organizziamo sul nostro gruppo Facebook, spesso grazie alla chiamata a raccolta del nostro motivatore e presidente in pectore Andrea, siamo sempre presenti con una buona rappresentanza per sostenere la Sampdoria».

I ragazzi (e le ragazze) del Sampdoria Club Bruxelles-Europa

LA SAMPDORIA, GIAMPAOLO E IL FUTURO – Un commento sulla squadra blucerchiata e sul futuro: «Siamo generalmente molto soddisfatti e, forse, un poco sorpresi in senso positivo dell’operato di Giampaolo e della squadra. Come molti tifosi, avevano dei dubbi rispetto alla campagna acquisti e alle scelte ma ci siamo dovuti ricredere. È bello vedere una squadra giovane che si muove bene, con tanti talenti e molto unita. Sicuramente Giampaolo può essere l’allenatore per aprire un ciclo, però gli va data la possibilità di tenere alcuni dei gioielli che quest’anno hanno brillato. La base che Giampaolo ha costruito può essere l’inizio per costruire qualcosa di importante. Capiamo l’importanza di far quadrare i bilanci ma uno si può e si deve togliere qualche soddisfazione calcistica e non rinfoltire le rose delle big. In questo senso, speriamo che molti dei talenti decidano di rimanere e costruire assieme un progetto. Ci dispiace molto per la Coppa Italia perchè la vedevamo, lo pensiamo da qualche anno a questa parte, un obiettivo alla nostra portata. Sebbene ci venga ripetuto da dirigenza e allenatori quanto sia importante, non vediamo in campo e nella preparazione della gara la stessa intensità che ci si aspetterebbe, magari schierando una formazione migliore. Speriamo sotto questo aspetto, ci siano dei miglioramenti».

UN RIMPIANTO: CASSANO – La gestione della questione Cassano ha spaccato a metà le opinioni di tanti tifosi, il Sampdoria Club Bruxelles-Europa ha la sua idea: «Unica nota dolente di una stagione, fino a questo punto tranquilla, riguarda l’affaire Cassano. Non vogliamo riaprire ferite ma penso sia veramente spiacevole il trattamento che la Sampdoria ha riservato ad un fuoriclasse come Antonio Cassano. Ne abbiamo discusso all’interno del club, sebbene non tutti abbiamo la stessa opinione, ma tutti siamo d’accordo che al netto delle boutade e delle intemperanze di due personaggi sanguigni come Ferrero e Cassano si sarebbe dovuto provare a ricomporre la frattura a tutti i costi. Ne avrebbero guadagnato la squadra ed il gioco. Cassano non ha più novanta minuti nelle gambe ma affiancarlo ad un giovane, quando le squadre si allungano, avrebbe magari aiutato le carenze sotto porta che, in alcuni periodi della stagione, abbiamo manifestato».