Praet rivela: «Non ero contento per Ramirez, ma Giampaolo mi ha convinto»

Praet sampdoria
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Dennis Praet racconta un retroscena del mercato estivo: l’arrivo di Ramirez e la chiacchierata con Giampaolo che ha cancellato ogni malcontento

Si potrebbero dire tante cose su Dennis Praet. Un giocatore dal quale i tifosi si aspettavano di più nello scorso campionato, una mezz’ala ancora acerba, un punto fisso di Giampaolo nel suo scacchiere, un imprenditore nella moda e modello. Questo è quello che si può intravedere, ma ci sono sfaccettature che magari non vengono colte: è lui a essere il primo critico delle sue prestazioni, è molto duro quando deve giudicarsi e non pensa mai di essere arrivato, ma solo a migliorarsi. Praet ha fatto fatica ad abituarsi alla sua nuova posizione in campo e non l’ha accettata proprio di buon grado: quando in estate Bruno Fernandes ha lasciato la società doriana, per lui si è aperta la possibilità di tornare a giocare nel suo ruolo naturale. E non ha fatto male, anzi ha trovato perfino la rete contro il Manchester.

La reazione all’arrivo di Ramirez, come rivela lui stesso, non è stata delle migliori: «Quest’estate ero trequartista. Faccio un bel gol con il Manchester e la Samp prende Ramirez. Certo non sono stato contento. Però a quel punto o accettavo il cambiamento o me ne stavo in panchina, il “disastro”. Qualche giorno dopo ho fatto un’ottima chiacchierata con Giampaolo – puntualizza al Secolo XIX -. Mi sento bene, sento la fiducia e ho anche più libertà in fase offensiva. Se ho perso fiducia? Mai. È vero che sono severo con me stesso, mi sembra sempre di avere giocato male». E questa ritrovata fiducia si può scorgerla in campo ad ogni partita: Praet è uno dei migliori fin dalla prima giornata, prestazioni sempre perfette alle quali manca solo il gol. Ma non tarderà ad arrivare.

C’è ottimismo anche per la possibilità di tornare a giocare con il Belgio. Ma il tecnico della nazionale dovrà scendere a Genova per guardare quanto è migliorato dalla scorsa stagione: «Sicuramente ci penso al Mondiale, ci credo, devo crederci. Il commissario tecnico Martinez non mi ha chiamato. L’anno scorso non avrei meritato la convocazione, quest’anno sono cresciuto. Bisogna però che venga a vedermi dal vivo almeno una volta, non l’ha mai fatto. Mi piace la Sampdoria, è come una famiglia per me. Spero di dare il mio contributo per portarla su Marte. Ho fiducia nella squadra anche dopo Udine».