Preziosi e la contestazione: «Quando è retrocessa la Samp…»

Preziosi
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Clima difficile attorno al Genoa, Enrico Preziosi è stanco: «Gli ultrà vanno cancellati dal calcio. Alla Samp si è respirato ben altro clima»

Non si va lontano nel dire che uno scenario del genere forse era impossibile. Il Genoa si ritrova a -12 dalla Samp alla 30° di campionato; in più, Ivan Juric – tecnico molto atteso per il post-Gasperini, per l’impresa del Crotone in A e per il suo gioco aggressivo – è stato esonerato dopo un filotto negativo. Al suo posto è arrivato Andrea Mandorlini, che ha sì preso subito 4 punti che hanno allontanato il Genoa dalla zona calda, ma il club rossoblu ha poi perso le tre partite successive, tra cui il Derby della Lanterna e un pesante 5-0 interno subito dall’Atalanta. Ieri è iniziata la contestazione assoluta: il fatto che la zona retrocessione siano lontanissima (+12 sul Crotone terzultimo) non rasserena comunque il clima.

INASPETTATO – Tutto è stato sorprendente, tranne una cosa: il bersaglio numero uno di questa contestazione. Enrico Preziosi e i tifosi rossoblu hanno sempre vissuto un rapporto particolare, con punte di tensione molto alte nei periodi negativi. Ma ora il patron genoano sembra esser stanco, forse anche più dei suoi tifosi, come ha confermato a fine gara nel post-partita: «Io non me ne vado solo per senso di responsabilità, non posso lasciare tutto a chiunque. Se i tifosi hanno un’alternativa la propongano, se hanno un compratore genovese che lo portino da me. Sono disposto a lasciare tutto in buone mani e lascerei una società sana e senza debiti. Mi dovrebbero ringraziare per questo e invece questo è quello che succede». Nel mirino delle risposte del numero uno del Genoa, c’è la frangia più dura del tifo genoano: «Questi tifosi che mi hanno contestato con questi toni sono dei matti. Resto sempre del parere che gli ultrà debbano essere cancellati. Sono il male del calcio e non solo qua dalle parti di Genova, basta vedere quello che succede un po’ ovunque». E la chiosa è più che stupefacente, perché c’è di mezzo anche un complimento per l’ambiente Samp: «Non riesco ad accettare gli insulti personali. Mi hanno dato del figlio di p*****a, ma semmai lo sono loro. La squadra non sta rischiando di retrocedere, soprattutto perché le altre dietro vanno piano, eppure qui sta succedendo tutto questo. Quando retrocesse la Sampdoria non si respirava questo clima».

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