Mancini e la Coppa delle Coppe ’90: «Emozioni che non si scordano mai»

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Anche Roberto Mancini ricorda la conquista della Coppa delle Coppe: «Emozioni che non si scordano mai» – 9 maggi ore 20

Dopo quello di Christian Puggioni, in serata è arrivato anche il messaggio di Roberto Mancini per il 27esimo anniversario dalla conquista della Coppa delle Coppe. Al contrario del portiere blucerchiato, lui era in campo e ha vissuto quella fantastica notte di Göteborg sulla propria pelle: «Emozioni che non si scordano mai… #Sampdoria #CoppadelleCoppe», ha commentato brevemente su Instagram l’ex numero 10.

Emozioni che non si scordano mai… #Sampdoria #Coppadellecoppe ??⚽

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A 27 anni dalla conquista dell’unico trofeo europeo della Samp, Christian Puggioni ricorda la sua gioia a 9 anni: «Ho visto la storia compiersi» – 9 maggio, ore 9

La primavera svedese, le corse europee e quella regina sotto i riflettori. Una regina fermata dai regolamentari e dai belgi, prima che il suo principe la portasse sul tetto d’Europa, ad alzare la Coppa delle Coppe. È il 9 maggio 1990: la Sampdoria vince per 2-0 ai supplementari contro l’Anderlecht con una doppietta di Gianluca Vialli e alza il suo primo trofeo europeo; purtroppo, per colpa del Barcellona, sarà anche l’unico di quella grande squadra che è stata la Sampd’oro. Christian Puggioni, all’epoca, era un bimbo di nove anni, tifoso della Sampdoria. Il portiere ha consegnato a un post su Facebook i suoi ricordi, quando aveva 9 anni e tifava il Doria dalla sua casa. Come tanti, si ritrovò di fronte alla tivù per la finale contro l’Anderlecht a Göteborg: «Quando ero bambino, mio padre in casa aveva una regola: i bambini, la sera prima delle 20.30, dovevano essere a letto. Non si trasgrediva alla regola, non si guardava la TV dopo quell’ora. Esisteva una sola eccezione, un’eccezione in grado di tenere gli occhi di un bambino spalancati e la mente aperta nello stesso momento. Era Lei, la nostra Regina sotto i riflettori. Quella sera spingevo, soffiavo da via Lodi: i minuti passavano ma la palla non voleva entrare, fino a quando tutto è stato rotto e consegnato all’infinito. Oggi, ogni giorno appena prima di varcare la porta dello spogliatoio vedo questa foto e ringrazio qualcuno lassù per avermi dato la possibilità di aver visto la storia. Buon compleanno».

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