Quagliarella romantico: «Era scritto che dovessi tornare»

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© foto Valentina Martini

Quagliarella tra passato, presente e futuro: «Alla Sampdoria grazie a Ferrero, la Juventus non me la sono goduta. Napoli? No, grazie»

Dopo 11 partite di campionato, Fabio Quagliarella è con 7 reti all’attivo il principale marcatore di una Sampdoria che sta facendo faville grazie ai 23 punti conquistati e al sesto posto blindato in classifica. Un motivo di particolare orgoglio essere così determinante anche a 34 anni suonati, ma il numero 27 blucerchiato non ha intenzione di fermarsi qui: «Voglio fare come Buffon, dunque giocare almeno fino a 38 anni – afferma il bomber campano ai taccuini de La Gazzetta dello Sport. Se sono alla Samp devo dire grazie al presidente Ferrero, perché mi sono fidato di lui, oltre che di me stesso. Lui è il primo presidente con cui ho un rapporto così poco formale: ormai facciamo a gara di battute. Mi disse: “fidati, vieni”. Non era la Samp di oggi, ma credo al coraggio di fare certe scelte e alla sorte. Nel 2007 mi avevano perso alle buste senza volerlo, ma nel destino avevo lo stalker, i casini coi tifosi del Toro per una mancata esultanza, era scritto che dovessi tornare».

Domani pomeriggio a Marassi arriverà la Juventus, una partita speciale sia per la caratura dell’avversario che per il periodo passato a Torino. Un periodo, quello in maglia bianconera, vissuto da Quagliarella fra alti e bassi, ottime prestazioni e un grave infortunio al ginocchio che gli ha impedito di esprimere al meglio le proprie potenzialità: «Non me la sono goduta fino in fondo. Quegli anni sono una sintesi della mia carriera: ho avuto tanto, potevo avere di più. Senza infortunio al crociato, al­tri sei mesi come i primi sei e magari sarebbe stata la svolta della carriera». Nonostante alcuni momenti bui all’ombra della Mole, Quagliarella si è tolto più di una soddisfazione in carriera: «Per esempio i complimenti di Mourinho: forse non mi sono mai sentito così gratificato. Ti chiama per nome, come se fossi suo amico. La prima volta capitò a Udine; poi è successo di nuovo quest’estate a Samp-Manchester United. Mi stava aspettando nel tunnel, poi mi ha abbracciato»

Mettendo da parte gli anni della Juventus, il presente si chiama adesso Sampdoria, squadra con la quale l’attaccante di Castellammare di Stabia sta vivendo una seconda giovinezza e alla quale giura fedeltà: «Essere accostato al Napoli è un piacere, ma il loro progetto pare proiettato al futuro, mentre io vivo nel presente, che è la Samp: le devo molto, mi fa vivere sereno. Con Giampaolo le cose vanno bene, l’ho ritrovato 12 anni dopo Ascoli ed è sempre lo stesso: si fa seguire dai giocatori senza “lavorarseli”. Lo conosco da una vita, ma in un anno e mezzo di Samp ci avrò parlato due volte. L’Europa? Per adesso è fantascienza, ma le aspettative si alzano perché le responsabilità aumentano nella vita. Ne riparliamo a marzo».