Ramirez fa il punto: «Qui sto alla grande, ora aspetto l’Uruguay»

Sampdoria Milan ramirez
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Gaston Ramirez entusiasta: «Sampdoria ambiente ideale, mi sono trovato molto bene. Cibo e clima fantastici, ora manca solo la chiamata dall’Uruguay»

Dopo aver militato anche in Championship, la seconda serie inglese, Gaston Ramirez è finalmente tornato a giocare ad alti livelli e sta dimostrando tutte le sue qualità con la maglia della Sampdoria. Sebbene nelle ultime gare non sia stato decisivo, a causa di una condizione atletica che desta ancora qualche dubbio, l’uruguayano è entrato in pianta stabile nell’undici iniziale di Marco Giampaolo: «Ora mi aspetto senza dubbio una chiamata dalla Nazionale – ha confessato ai taccuini di thefutboltimes.com -. Ho attraversato momenti difficili, ho voluto starne fuori. Ma il mio obiettivo oggi è quello di dare tutto per la Sampdoria, giocare il più possibile, ritrovare il mio livello sia fisico che tecnico ed essere fiducioso in una chiamata. Quando ci sono stato, ci sono stato bene. Cosa significa la Nazionale? Non ci sono parole, è il massimo per me. Chi viene chiamato vive bellissime esperienze, ci vuole sempre tornare, quindi non c’è altro da fare che continuare a lavorare».

Il percorso che lo ha portato a Genova è stato lungo, ma adesso Ramirez ha finalmente trovato una squadra e una città che ha sempre sognato: «Sono arrivato molto giovane a Bologna, dovevo ancora maturare, ma fortunatamente ho fatto bene. Sono stati due anni molto belli, ma anche di grande cambiamento per me. Quando sono andato in Inghilterra, ho capito che lì il calcio si vive in un altro modo, completamente diverso. È un calcio senza pressione – ha spiegato l’ex Middlesbrough -, al contrario di quello italiano, che si vive in maniera più simile a quello sudamericano. Si vuole vincere, e si soffre di più per le sconfitte. Alla Sampdoria mi sono adattato molto bene, ho trovato una grande squadra, grandi giocatori, umili, che vogliono lavorare. Stiamo molto bene, e miglioriamo di giorno in giorno. Di Genova mi piace soprattutto il clima: io vivo davanti al mare, quindi è un cambiamento radicale nella mia vita, perché arrivavo dall’Inghilterra, che è praticamente l’opposto. Qui mi godo ogni momento». Un altro punto a favore deriva certamente dalle abitudini culinarie, anche se bisogna stare attenti alla linea: «Mi piace il cibo italiano, spettacolare ovunque tu vada. Pesto e pizza sono stati qualcosa che… ho mangiato un po’ troppo in questi mesi (ride, ndr)».

Oltre al grande lavoro della dirigenza blucerchiata, per portare Ramirez alla Sampdoria è servita anche l’opinione di un connazionale: «Prima di venire qui ho parlato con Lucas Torreira. Ma tutti mi hanno accolto molto bene – chiarisce -, mi sono sentito dal primo giorno come se fossi a casa mia. Torreira mi ha aiutato molto a presentarmi alla gente, portandomi da un posto all’altro. Siamo molti sudamericani. Chiunque vorrebbe trovare un ambiente così». La grinta che i due mettono in campo ogni domenica è innegabile: «La filosofia di noi uruguayani è non mollare mai, dare il meglio e lavorare, perché nessuno ti regala niente. Vogliamo essere i migliori, siamo competitivi, e questo ci porta a voler vincere: conosciamo bene cosa voglia dire far parte del gruppo. Gli uruguayani sono forti individualmente, ma anche a livello di gruppo. Qualsiasi squadra che abbia un buon gruppo, è difficile da affrontare. Non siamo i migliori, ma neanche i peggiori: questa mentalità ci è stata trasmessa sin da piccoli – conclude Ramirez -, poi il gruppo fa il resto».