Rizzoli avverte: «Un arbitro positivo e la Serie A è a rischio»

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Coronavirus, Rizzoli avverte la Serie A: «Riprende in sicurezza. Un arbitro positivo e il campionato è a rischio»

Intervenuto ieri negli studi di Rai 2 durante la trasmissione Domenica Sportiva, il designatore arbitrale per la Serie A Nicola Rizzoli ha commentato così la possibile ripresa del campionato.

PROTOCOLLI – «Se il Governo ha valutato i protocolli federali come da integrare, vuol dire che la situazione è da prendere con cautela: avranno valutato tutti i rischi del caso. Penso che il presidente federale e la Lega stiano facendo bene tutto ciò che serve per riprendere in assoluta sicurezza, è l’obiettivo comune. Noi aspettiamo di sapere regole, disposizioni e date disponibili: stiamo preparando vari programmi a seconda di quelle che saranno».

18 MAGGIO – «Sarà una data utile anche per noi? Lo è per far tornare gli arbitri pronti quando, successivamente, ci sarà da ricominciare. La questione dei raduni è aperta, c’è condivisione con Nicchi e ho la fortuna di partecipare a confronti con tutti i più importanti responsabili arbitrali d’Europa, con la UEFA, così da avere una strategia d’approccio uniforme».

RISCHIO – «Nicchi? Giustamente lamentava un possibile problema, la federazione ne ha preso atto e c’era anche il nostro medico, degli arbitri, a stilare il protocollo federale. Abbiamo tanti membri nelle varie leghe, e se uno di questi fosse trovato positivo andrebbe a rischio il campionato: per noi viaggi e trasferte sono aspetti delicati».

NON UNIFORMITÀ – «Ogni paese adotta decreti diversi? Proprio per questo noi arbitri europei, tramite UEFA, siamo connessi: studiare un protocollo comune per la ripartenza. Un punto è il raduno in una foresteria: leggo dai giornali che l’avrei già disposto per fine maggio, ma non è vero, non mi permetterei mai. Se si parla di foresteria per isolare le squadre, se gli arbitri facessero lo stesso per 45 giorni e ognuno di esso raggiungesse città diverse con mezzi diversi, risultasse positivo una volta tornato, dovremmo fermare tutti gli altri. Il problema dei viaggi – conclude Rizzoli – sarà uno dei più complicati da gestire».