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SN24 – Romei: «Garrone, Ferrero, cessione e futuro della Sampdoria. Vi dico tutto»

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Antonio Romei, vicepresidente della Sampdoria, ha fatto il punto della situazione in casa blucerchiata: le dichiarazioni

(Alessio Eremita dallo stadio Ferraris)Antonio Romei, vicepresidente della Sampdoria, ha fatto il punto della situazione in casa blucerchiata. Ecco le dichiarazioni raccolte da sampnews24.com a margine di un incontro con la stampa.

ESPERIENZA – «Sono stato qui sette anni prima di interrompere il rapporto. Dico sempre la verità, non mi piace prendere in giro nessuno. Cerchiamo di evitare divisioni, sospetti, illazioni sull’onestà intellettuale delle persone. Siamo aperti alle critiche, ma quando si fanno distinzioni tra buoni e cattivi, chi è legato alla vecchia proprietà, serve a creare tensioni verso la città. Io ho sempre operato nell’interesse esclusivo della Sampdoria. Sono tornato perché bisognava dare una mano, ho la Samp nel cuore. Non mi sta bene che il mio nome non debba essere scritto. Io rispondo a me stesso e alla società, non devo dare nessun tipo di spiegazioni. Posso sbagliare, ma lo faccio da indipendente. Questa situazione fa male alla Sampdoria, dobbiamo essere uniti e compatti per fronteggiare questa situazione difficile. Perché poi si alimentano sospetti e veniamo presi di mira. La situazione giuridica della Sampdoria è chiara: siamo stati nominati da un trust di proprietà della famiglia Ferrero. La vendita andrà a beneficio della famiglia Ferrero, ma a noi interessa salvare la Sampdoria. Se poi io sono stato vicino all’azionista e la società non mi vuole per questa macchia, io torno indietro. Ma non sono venuto per tutelare l’azionista. Altrimenti si tratta di un attacco alla mia dignità umana e professionale. Non abbiamo avuto nessuna interferenza nella nostra gestione da parte della proprietà. Abbiamo degli obblighi nei confronti del trust a cui rispondiamo, ma stiamo facendo tutto in assoluta autonomia. Quando è arrivato Ferrero, non sono andato via. Sono rimasto al mio posto perché sono il vicepresidente della Sampdoria. E penso di svolgere bene il mio ruolo».

CESSIONE DEL CLUB – «Nella trattativa non c’entriamo niente. Possiamo solo mettere a disposizione del potenziale acquirente tutte le informazioni che riguardano la Sampdoria. Non vediamo l’ora, nessuno di noi ostacolerà l’operazione. Il nostro ruolo ci fa tremare i polsi ogni giorno, perché dobbiamo garantire la stabilità del club senza le risorse del socio. Figuratevi se di fronte a un’offerta credibile possiamo permetterci di dire no. Non abbiamo potere né volontà di fermare tutto. C’è stata una trattativa approfondita nel mese di agosto, ci era stato chiesto di conferire con i consulenti del fondo interessato. Avevamo aperto le porte di casa. Ogni focolaio va spento per poter lavorare in tranquillità. Se poi verrà fatto il bonifico, vedremo. Vidal ci ha detto che è in contatto con degli intermediari ed è in attesa delle somme necessarie per passare alla fase esecutiva, rispetto a una trattativa che va avanti da un po’ di tempo. Manca la parte più corposa. A ma darebbe molto fastidio che qualcuno poco serio si avvicini alla Sampdoria. Non va bene raccontare la trattativa minuto per minuto».

STIPENDI PAGATI – «Ai calciatori dissi: “Se la società non potrà pagare gli stipendi, non lo saprete dai giornali ma da me e dal CdA”. Questo per togliere qualsiasi tipo di alibi o influenza esterna».

AUGURI AL FIGLIO DI FERRERO – «È stato un episodio che può essere letto in tanti modi. Non mi va nemmeno di parlarne perché c’è un bambino di mezzo. È stato fatto in assoluta buona fede, non perché era stato richiesto da qualcuno. Non abbiamo nessun tipo di influenza, lo possiamo dire a testa alta».

TIFOSI – «Nessuno di noi ha qualcosa da ridire alla tifoseria, dobbiamo mantenere la serenità all’interno dell’ambiente. Possiamo anche sbagliare, capita, ma non strumentalizziamo ogni errore. Perché sbagliamo indipendentemente da qualsiasi tipo di intromissione. In campagna acquisti nessuno ci ha detto chi comprare o chi vendere».

GARRONE – «Garrone ha rapporti perché è un grande tifoso della Sampdoria, è una famiglia importante che merita il massimo rispetto. Ma non gli chiediamo nulla perché non abbiamo bisogno di nulla. Se poi ci sarà una trattativa e qualcuno avrà bisogno di lui, lo farà. Sono stati proprietari del club e hanno fatto tantissimo».

FERRERO – «Se per me è una macchia? Ho assistito Ferrero in una trattativa, non l’ho portato alla Sampdoria perché faccio l’avvocato. Ho fatto il mio dovere professionale. Mi dispiace della situazione in cui siamo. Ma per i sette anni precedenti nessuno può dire niente, sono state fatte tante cose molto bene. Fa parte della storia, io guardo al futuro. Ripeto, se sono un problema non devo stare in Paradiso. Mi assumo le mie responsabilità, ma non mi sento responsabile. C’è stato un grosso problema di comunicazione. Ci sono stati comportamenti criticabili, sapete com’è andata la storia della cessione… Il club era stato venduto, poi la situazione patrimoniale è esplosa con il Covid».

FERRERO OBBLIGATO A VENDERE – «Ferrero è obbligato a vendere, c’è un trust».

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