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L’arte di spendere meglio

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La Sampdoria di Massimo Ferrero è una fucina di talenti a basso costo, potenziali campioni del domani: l’arte di spendere meglio paga

L’amaro in bocca per l’opaco finale di stagione è comprensibile e diffuso tra la tifoseria della Sampdoria, come è diffusa la sensazione che si sarebbe potuto fare di più, nonostante la rosa sia stata rinnovata la scorsa estate con elementi giovani e spesso alla prima esperienza in Serie A. E se, tutto sommato, questa Samp ha “funzionato” bene per gran parte della stagione, lo si deve principalmente a mister Giampaolo e alla lungimiranza della dirigenza blucerchiata: Ferrero, Osti, Pradè, Pecini, ma anche gli osservatori che hanno permesso di aggiudicarsi molti talenti a prezzi contenuti. Stiamo parlando di Torreira, acquistato per 2 milioni due estati fa, di Skriniar, pagato un solo milione a gennaio 2016, ma soprattutto di Linetty e Schick, i veri e propri gioielli dell’ultima sessione di calciomercato estivo. Se per il talento ceco che sta facendo impazzire le big sono stati sborsati 4 milioni (e ora chi lo vuole deve pagarne 25), l’ex Lech Poznan è costato alla Sampdoria solo 3 milioni di euro. Ma stiamo parlando anche di Quagliarella, un giocatore che l’anno scorso è stato pagato circa 2,5 milioni al Torino e che quest’anno è riuscito a segnare 12 reti – molte delle quali decisive -, oltre ad aver dato una grossa mano per la salvezza nella passata stagione. Insomma, l’arte di spendere meglio paga eccome, ed è la dimostrazione che non sempre “buttare” decine e decine di milioni paga: si pensi all’Inter, ad esempio, che nonostante i grandi investimenti è riuscita a posizionarsi solamente settima, fallendo l’obiettivo Europa. Senza contare che i blucerchiati sono riusciti a batterla due volte su due in campionato.

LE ECCEZIONI – I giocatori che la Samp ha pagato così poco, è vero, sono stati un investimento importante sul momento, poiché ancora sconosciuti ai più, ma adesso il loro valore di mercato è salito vertiginosamente e – in termini meramente economici – rappresentano un patrimonio per il club. La speranza, ovviamente, non è quella di monetizzare e vederli partire, ma cercare di costruire un gruppo solido di giovani talentuosi qui alla Sampdoria. Se esistono esempi di grande abilità nello scovare campioni del domani, allo stesso tempo vanno sottolineati anche quelli che sono ancora i punti di domanda nello scacchiere a disposizione di Giampaolo: paradossalmente, chi è stato pagato di più – Praet e Bruno Fernandes – coincide con chi ha reso di meno, o comunque non all’altezza delle aspettative che si erano create in relazione al prezzo (rispettivamente 10 e 7 milioni, con il belga all’ultimo anno di contratto). Non bocciati, quindi, ma rimandati all’anno prossimo. Ancora troppo poco materiale, invece, per fare una prima valutazione su Djuricic, Simic e Bereszynski: i nuovi cavalli della scuderia Ferrero non stati impiegati a sufficienza, ma potrebbero rivelarsi nei prossimi mesi gli ennesimi acquisti low cost azzeccati.

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