Sampdoria-Crotone: tutto quello da sapere sugli avversari

ceccherini crotone
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Sampdoria-Crotone, punti deboli e punti di forza dei pitagorici: rosa indebolita rispetto allo scorso anno, ma squadra più coesa

Sabato pomeriggio la Sampdoria avrà la possibilità, dopo l’ottima prova di carattere fornita contro l’Atalanta, di dimostrare ai propri tifosi di aver fatto un salto di qualità dal punto di vista mentale nell’approccio a tutte le partite di questo campionato. Quagliarella e compagni, infatti, hanno abituato i propri sostenitori a partite gagliarde ed attente contro le grandi squadre o comunque in occasione di appuntamenti importanti – basti pensare alla doppia vittoria a San Siro lo scorso anno contro Milan ed Inter e alla doppia vittoria nel derby -, ma spesso, quando le motivazioni erano minori, hanno sbagliato più di un appuntamento, finendo per rimediare figuracce come la sconfitta interna col Crotone dello scorso campionato o quella rimediata a Udine due giornate fa. Il salto di qualità vero e proprio starà proprio, per la truppa di Giampaolo, nel trovare le motivazioni anche in partite, come quella di sabato, forse meno adrenaliniche e stimolanti, ma ugualmente importanti.

Ecco perché il match che si giocherà fra tre giorni contro i calabresi diventa fondamentale: cerchiamo allora di capire che tipo di avversario si troveranno davanti i padroni di casa, una squadra che certamente, rispetto allo scorso anno, ha più esperienza in Serie A, come certificato dai numeri – 5 punti in più rispetto all’ottava giornata della scorsa stagione. Se l’impianto di gioco dei pitagorici non è cambiato, va detto che gli Squali hanno perso, quest’estate, almeno tre pedine che lo scorso anno si sono rivelate fondamentali ai fini della salvezza. Si tratta di Ferrari in difesa, tornato al Sassuolo e poi acquistato proprio dalla Samp in estate, di Capezzi – tornato a Genova dopo la fine del prestito – e di Falcinelli, il bomber che la scorsa stagione si è reso protagonista della rincorsa dei calabresi ad una salvezza miracolosa.

Come sono stati sostituiti? In difesa a far coppia con Ceccherini è arrivato Ajeti dal Torino, un difensore di livello certamente inferiore al centrale passato alla Samp. A centrocampo, invece, Nicola ha potuto abbracciare Mandragora, un giocatore intelligente tatticamente, ripresosi da un grave infortunio e che potrà rivelarsi molto utile nel corso della stagione. In attacco, invece, non c’è stato alcun arrivo di peso se non il ritorno, ancora una volta dalla Samp, di Ante Budimir. Difficile dire quanto il croato potrà essere d’aiuto al proprio allenatore, dato che si è dimostrato un giocatore forse troppo acerbo per la Serie A – tanto che la coppia titolare in attacco è composta da Simy e Trotta. La squadra dunque non ha operato molto sul mercato, fidandosi delle capacità di Nicola, ma la rosa sembra nettamente indebolita rispetto allo scorso anno: salvarsi, per i calabresi, sarà di nuovo un’impresa.

Un’impresa che però non si connota in termini assoluti come mission impossible: da quando, lo scorso anno, Nicola ha deciso di abbandonare il tridente offensivo per passare ad un più equilibrato 4-4-2, i risultati hanno dato ragione all’ex tecnico del Livorno. I suoi, in questo senso, hanno imparato molto bene i movimenti richiesti dal nuovo modulo – più semplice da applicare e che consente di difendersi meglio – e, come si diceva sopra, i risultati non mentono: se lo scorso anno il Crotone era già dato per spacciato da tutti, in questa stagione è nel gruppo delle squadre che faticano, certo, ma che mostrano ampi segni di vita. Andrà fatta dunque moltissima attenzione ai rossoblù, capaci domenica di fermare il Torino sul pareggio – strappato dai granata all’ultimo secondo. Se la Samp giocherà una partita attenta e agonisticamente cattiva – il secondo tempo contro l’Atalanta, per intendersi -, non dovrebbero esserci pericoli. Il problema, però, è proprio questo: sapranno i blucerchiati trovare le giuste motivazioni o avranno la pancia piena come ad Udine? Da questo tipo di atteggiamenti passa non solo la possibilità di fare risultato sabato, ma anche quella di rimanere a lungo nelle zone nobili della classifica.