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Sampdoria, il preparatore Bertelli: «Coronavirus? Tutti negativi, ma…»

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Per la Sampdoria non sarà semplice ripartire dopo questo lungo stop dovuto all’emergenza Coronavirus. Gli allenamenti stanno per riprendere al “Mugnaini”, perlomeno in forma individuale, ma il preparatore atletico blucerchiato Paolo Bertelli si è detto è perplesso ai microfoni de Il Messaggero sugli scenari futuri.

RIPRESA – «Partiamo dal presupposto che questo stop è un fatto inedito. Un conto è fermarsi per due mesi ma poter uscire, correre quando e come si vuole, andare a giocare a tennis o nuotare in piscina, un altro è la clausura alla quale siamo stati sottoposti. Arriviamo da 60 giorni di stop dove andrà valutato sia l’aspetto motorio che neurogeno. È una situazione nuova per tutti, calciatori e preparatori».

LAVORO DA CASA – «Può servire per mantenere un certo livello di fitness ma poi non c’è nulla di specifico. Ora vediamo con gli allenamenti individuali se si potrà fare qualcosa in più, aspettando il via libera del 18 maggio. Il problema, però, è che finché non conosciamo la data di ripartenza del torneo allenarsi senza avere un obiettivo complica tutto il lavoro. Io mi auguro che il 18 maggio ci venga detto quando sarà in calendario la prima partita».

GRADUALITÀ – «Con l’uso della bike il tapis roulant, c’è sicuramente una retrazione dei flessori sulla quale bisogna lavorare con cautela per evitare infortuni. Servirà pazienza, non avere fretta. Tempi? Quattro settimane – spiega Bertelli – perché la gradualità sarà fondamentale. Senza contare chi ha avuto giocatori positivi, perché nessuno sa quale sarà la reazione di chi è stato colpito dal Coronavirus. Ora sono tutti negativi, ma finché non li vedi e non li testi, non sai cosa aspettarti».

MINI-PREPARAZIONE – «Può pregiudicare la prossima stagione? Un minimo può influenzarla, il problema è che dopo due mesi di inattività giocare in un periodo compresso una serie ravvicinata di partite può portare ad infortuni più frequenti».

CINQUE SOSTITUZIONI – «Certamente sono favorevole. Essendo il calcio ad affaticamento progressivo e crescente, avere cinque cambi sarà fondamentale».

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