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Sampdoria, parla l’esperto di diritto sportivo: «Scenario da cambio di proprietà»

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Pani, esperto di diritto sportivo e avvocato, spiega la situazione relativa alla Sampdoria e all’evoluzione nel mondo del calcio delle proprietà

Roberto Pani, esperto di diritto sportivo e avvocato, spiega la situazione relativa alla Sampdoria e all’evoluzione nel mondo del calcio delle proprietà. Le sue parole a La Repubblica.

SAMPDORIA«Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, inquadriamo il contesto. La Sampdoria è una società per azioni e di queste la quasi totalità è di pertinenza di Ferrero, che dopo l’arresto si è dimesso. Ora il CdA provvederà quanto prima all’individuazione del nuovo presidente, in uno scenario che sembra prevedere l’imminente cambio di proprietà. Vorrei però porre l’attenzione su un aspetto importante. La distinzione fra il controllo di un club e il management, nel senso più ampio del termine, auspicando il superamento nel nostro calcio della figura del presidente padrone».

CALCIO«Il mondo evolve, nel bene o nel male. E così il calcio, che peraltro ha sempre attratto o richiesto ingenti investimenti in funzione di aspettative, specie in Italia, di ritorni elettorali o relazionali, alimentate proprio dal tifo. Spesso il presidente padrone era il primo tifoso: pensiamo all’Inter dei Moratti o al Milan di Berlusconi. Oggi però la quantità di liquidità necessaria a far funzionare quell’ingranaggio è cresciuta al punto da escludere chi non è in grado di sostenere rilanci esorbitanti, in un contesto di “finanziarizzazione” del calcio. Almeno al vertice della piramide la figura del presidente proprietario e tifoso è destinata a ridursi, fra emiri, oligarchi e con l’avvento degli investitori evoluti, fondi». 

PRESIDENTI TIFOSI«Spesso si tende a vederla subito così, ma non pensiamo al calcio come a un qualcosa di esterno a ciò che accade in campo economico e finanziario. E comunque nulla vieta che una nuova proprietà, anche la più algida, scelga un presidente caratterizzato da un profilo autorevole e riconoscibile ma anche molto tifoso, come sono Paolo Scaroni al Milan o Alberto Zangrillo al Genoa».

DAZN«Il capitale in cerca di remunerazione economica e quindi il concetto della creazione di valore, aspettativa che giustifica l’afflusso di enormi quantità di denaro, si è imposto al centro del dibattito, su questo non c’è dubbio. Tuttavia non di corto circuito direi, quanto di una catena di eventi: la sentenza Bosman, le trasmissioni televisive a pagamento fino alle odierne piattaforme come Dazn o Amazon TV, la globalizzazione dei mercati, hanno già stravolto il mondo del calcio, e non solo, più di una volta».

STADIO«Questo è un altro tema sottovalutato in Italia. Lo stadio è fondamentale per una società, e sono due le strategie prevalenti. Affittarlo, scegliendo costi minori e meno rischi: scelta condivisibile per una squadra di piccole-medie dimensioni, oppure investire su un impianto di proprietà, sviluppando il potenziale economico e commerciale della società. Si pensi al conseguente au- mento dei prezzi di biglietti e abbonamenti, perché non interessa tanto il numero di posti dell’impianto, quanto la percentuale di riempimento dello stesso, per superare le diseconomie di scala, e al miglioramento dell’immagine della società. Infatti, la costruzione di uno stadio può coincidere con l’acquisto di una vasta area in grado di accogliere centri commerciali, lo store ufficiale, alberghi, il museo, che esprime la storia del club e intreccia le vecchie generazioni con le nuove e il pubblico del futuro, il campo di allenamento e la sede, generando una rendita costante nel tempo e rafforzando il brand, che il tifoso associa alla propria squadra e ai colori del cuore».