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Gli Ex

Sampdoria, Pellegrini: «Keita deve crescere. Torregrossa? Non molla mai»

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Pellegrini, ex capitano della Sampdoria dello Scudetto, fa il punto sugli attaccanti blucerchiati da Keita al nuovo arrivato Torregrossa

Luca Pellegrini, capitano della Sampdoria dello Scudetto, ha fatto il punto sugli attaccanti blucerchiati in una lunga intervista rilasciata a Repubblica.

ATTACCANTI – «Keita e Torregrossa davanti a tutti, Quagliarella, con qualche anno in meno, sarebbe ancora l’attaccante con la a maiuscolo, ma adesso potrebbe continuare a fare la differenza con un impiego negli ultimi minuti, come già successo contro il Crotone»

QUAGLIARELLA – «Due anni fa aveva raggiunto la massima maturità, un attaccante implacabile e altruista. Adesso sembra giocare solo per il gol. Non conosco gli aspetti economici ma, a livello tecnico, alla Juventus avrebbe potuto esaltarsi, giocherebbe sempre in area di rigore e ha doti immutate di cecchino, capace di gol impossibili. Sarebbe la sua soluzione ideale. So anche io, però, cosa vuol dire amare certi colori e quindi lo capisco e lo stimo»

TORREGROSSA – «Per come sta in campo si accoppia bene con tutti. Pugnace, non molla mai, di testa è pericoloso. Più di Gabbiadini e Keita. Ha fame, ha voglia, vuole dimostrare. alla Sampdoria ha una grande occasione»

KEITA – «Anche alla Lazio era stato spostato all’ala per trovargli spazio. Non è ancora, però il giocatore di allora, lo ricordavo più scattante e più esplosivo. Andrebbe benissimo come caratteristiche per Ranieri, può fare sessanta metri di scatto senza problemi. Bisogna ancora aspettare qualche gara prima di averne un giudizio definitivo»

GABBIADINI – «Bisogna vedere la condizione dopo questa lunga assenza. Penso che dovrà sacrificarsi come sotto punta, non il suo ruolo ideale».

SAMPDORIA – «Deve ancora trovare maggiore continuità, sono sorpreso da questo andamento senza mezze misure. Forse dopo la miracolosa rimonta dello scorso anno e una posizione di classifica abbastanza tranquilla è subentrato un minimo di rilassamento. Nel calcio ai massimi livello è decisiva la testa, molto più di moduli e tattica».

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