Quagliarella: «Sassuolo? Ancora non ci credo»

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L’attaccante della Sampdoria esterna le proprie sensazioni riguardo la rimonta di ieri contro il Sassuolo e la rete numero 100 in Serie A

Quella di ieri è stata una giornata da incorniciare per Fabio Quagliarella. Da una parte la rete numero 100 in Serie A, dall’altra una rimonta clamorosa ai danni del Sassuolo che ha permesso alla Sampdoria di conquistare tre punti insperati per come si erano imposti cinicamente gli avversari. L’attaccante blucerchiato, però, non vuole svegliarsi dal sogno: «A distanza di 24 ore ancora non riesco a crederci. Il gol, la partita, la rimonta. Una giornata unica e indimenticabile» ammette attraverso un post pubblicato su Facebook.

CENTO GOL IN CENTO MODI DIVERSI – «È difficile esternare e spiegare a parole quello che si prova in questi momenti, sono emozioni incredibili e che lasciano il segno. Un gol che ho aspettato, sognato, immaginato e voluto da sempre, una vittoria importantissima per la mia squadra, per i miei compagni e per i tifosi. Ne ho segnati 100 in serie A, alcuni di destro, alcuni di sinistro, alcuni in rovesciata, alcuni bellissimi, da centrocampo, altri meno belli, di rapina, ma pur sempre importanti! Sceglierne uno sarebbe impossibile, tutti hanno un posto speciale nel mio cuore».

ESORDIO – «Il 14 maggio del 2000, quando ho esordito in Serie A non avrei mai pensato di riuscirci, ma l’ho voluto con tutte le mie forze. Non ho mai perso di vista il mio obiettivo, mi sono sempre rialzato dopo le delusioni, non ho mai mollato, neanche dopo il brutto infortunio contro il Parma…è stata dura ma ho sempre voluto farcela. Per questo devo ringraziare chi ha sempre creduto in me, e continua a farlo dopo tanti anni, in primis la mia famiglia che mi ha sempre appoggiato in tutto il mio percorso, gli amici che mi sono stati sempre vicino, i mister dai quali ho imparato tanto, i compagni, con i quali ho condiviso trionfi e periodi più difficili, ma soprattutto i tifosi».

FISCHI A NAPOLI – «So che la mia carriera professionale e le mie scelte lavorative sono state spesso oggetto di discussione, fa parte del gioco, ed ovviamente i tifosi non conoscono le dinamiche interne di questo mondo, ma vi assicuro che ogni città dove ho vissuto, ogni maglia che ho indossato, e ogni tifoseria che ha esultato ad un mio gol ha un posto speciale nel mio cuore. Quello che sono diventato come calciatore e come uomo lo devo a voi, che mi avete sempre sostenuto, che siete andati oltre il tifo e che avete creduto e tifato per quel ragazzo di Castellammare di Stabia che girava l’Italia con un sogno in valigia. Il gol più bello della mia carriera? Quello che devo ancora segnare».