Sampdoria-Roma, Giampaolo: «Dipende tutto da noi»

Giampaolo Sampdoria
© foto Valentina Martini

La conferenza stampa di Giampaolo alla vigilia di Sampdoria-Roma, valevole per la terza giornata di Serie A

La Sampdoria vuole continuare a vincere e cercherà di imporsi anche sulla Roma, durante la terza giornata di Serie A in programma domani sera alle ore 20.45. Giampaolo comincia a parlare di come la sosta per le nazionali abbia portato un beneficio: molto più tempo per lavorare con i ragazzi: «A differenza dello scorso anno, dove puntualmente durante le soste perdevamo tanti giocatori, sono partiti solo tre ragazzi. L’abbiamo sfruttata per lavorare e integrare al meglio gli ultimi arrivati e quindi è stata positiva. Veniamo da due vittorie, il morale è buono, questo mi permettere di rafforzare il mio metodo di lavoro. Domani abbiamo il confronto con una squadra forte ma non mi dispiace giocare contro le big perché permette di misurarci al meglio».

I nuovi arrivati come si sono comportati? Con l’entusiasmo di far parte di una squadra che ha bisogno di loro: «Zapata e Strinic non hanno lavorato con continuità nei precedenti club di appartenenza, però sono arrivati con entusiasmo e voglia di essere parte di una squadra, di allenarsi e svolgere al meglio il proprio lavoro. L’impatto è positivo, sono vogliosi, motivati e al di là del valore individuale penso che abbiano arricchito il peso specifico della Sampdoria. Significa allenamenti migliori, un livello migliore di competizione, migliorare i calciatori stessi attraverso il lavoro: sono stati quantomai opportuni per migliorare questa squadra. Viviano? Non è convocato e deve lavorare, sta facendo delle partitine, deve allenarsi e ritrovare il campo. Il via libero dal punto di vista medico lo ha avuto, adesso deve avere quello dal tecnico».

Polemiche per la designazione di Orsato come direttore di Gara. Giampaolo non è preoccupato perchè il VAR è sicuramente un modo di togliere “peso” dalle spalle della terna: «È una bella rivoluzione culturale quella degli arbitri coadiuvati dal VAR. Ora sono più sereni, attraverso il VAR sbagliano meno e quindi giudicare non live i fatti diventa più facile. Noto una certa serenità. Le polemiche ci saranno sempre perchè il tifoso è tifoso, ma sicuramente ci sono molti più vantaggi per tutti. Io penso che il Var sia l’antidoto alla sudditanza psicologica degli arbitri».

La squadra giallorossa non va sottovalutata, il suo tecnico è un amico per Giampaolo più che un collega: «La Roma ha cambiato poco e Di Francesco merita la Roma. È un allenatore che stimo moltissimo e quello che oggi è il suo presente lo ha meritato tutto. La Roma è una squadra forte e la Sampdoria saprà giocarsela, rispettando i valori in campo. Le differenze ci sono, ma noi siamo davanti al nostro pubblico pronto a sostenerci: vincerà il migliore o il più fortunato»

Schick domani potrebbe tornare a calcare il terreno di gioco dello stadio Luigi Ferraris, con una maglia diversa. Giampaolo puntualizza:«Non è vero che ho consigliato di non venire a Roma. Si parlava di quale potesse essere la sua destinazione e gli ho detto di scegliere quella più consona alle sue caratteristiche. Schick nei ruoli offensivi è in grado di determinare ma per caratteristiche morfologiche non è Salah, è più attaccante. Non so se subentrerà, ma se lo farà ci deve qualcosa – ride il tecnico -. La partita contro l’Inter l’ho vista e la Roma non meritava di perdere. Ha perso forse senza nemmeno accorgersene. Alla terza di campionato non esistono pressioni, la Sampdoria non deve averle, la Roma non ne ho idea».

Il valore aggiunto sarà lo stadio, le mura di casa e i propri tifosi: «Marassi ci ha aiutato l’anno scorso nella partita contro la Roma. Il nostro pubblico è stato e sarà sempre un valore aggiunto, dipende però da noi, dal nostro atteggiamento, dalla nostra voglia di essere audaci e spensierati, di essere coraggiosi che unito all’entusiasmo del nostro pubblico può poi diventare un valore aggiunto per mettere in campo una prestazione all’altezza. Il mio obiettivo è che la squadra sia in grado di fare prestazioni importanti sempre, non voglio avere mai la sensazione di essere vittima sacrificale ancora prima che accada».