Editoriale
Sampdoria, i tifosi da una parte e Tey dall’altra: nessun passo in avanti della dirigenza

Sampdoria, Joseph Tey e i suoi sottoposti negli ultimi mesi non hanno fatto nessun passo verso le richieste e le esigenze dei tifosi. Solo una serie di scelte controverse
Quelli che sono stati gli ultimi mesi in casa Samp sembrano a far parte di un tutorial dal nome !come mettersi contro i tifosi in poche semplici mosse”. Questo perché tutte le ultime decisioni della dirigenza guidata dal singaporiano Joseph Tey paiono non a voler ricucire con una piazza che per dei giusti motivi ha più volte contestato negli ultimi due anni, ma piuttosto a finire per deteriorare un rapporto che è un eufemismo definire come già rovinato.
I tifosi della Samp hanno dovuto sopportare la ricostruzione di una squadra che si era a fatica trascinata fino ai play-off, la stessa squadra che, così rimodulata, è finita per retrocedere in Serie C sul campo, cosa che non si è materializzata solo per i noti fatti legati al Brescia. E quindi, nella stagione successiva, la nomina di dirigenti nuovi, una nuova tattica a livello di gestione del calciomercato, l’introduzione dell’inviso concetto dell’algoritmo, un calciomercato fiacco e una squadra eh affidata a un tecnico giovane inesperto come Massimo Donati.
E quindi una serie di risultati deludenti e il passaggio al duo Foti-Gregucci. La svolta? Assolutamente no, qualche risultato positivo e alcune cadute fragorose finché, poi, con l’avvento di Attilio Lombardo, c’è stata la salvezza conquistata, più per merito del lavoro di quest’ultimo tecnico che grazie al contributo della dirigenza.
Non contento Jesper Fredberg ha deciso per una rivoluzione non portata al rafforzamento, ma alla distruzione del restante rapporto con i tifosi. Difatti Lombardo non viene confermato e gli altri due protagonisti della salvezza, Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi, vengono allontanati, e quindi è stato reciso, ancora una volta e forse definitivamente, il rapporto della Samp con la propria storia, il rapporto d’amore che unisce la Sampdoria ai propri tifosi e alla propria tradizione.
Tey, Walker e Fredbeg, che si fa?
Non si capisce quanto queste mosse siano indirizzate verso la valorizzazione del club e verso la voglia di tornare in Serie A entro il 2028, come da proclami di Tey stesso, o quanto siano volti a favorire alcune figure piuttosto che delle altre all’interno del management doriano.
Chiaramente come in ogni caso legato al mondo del calcio sarà il campo a dare il suo responso, ma a questo punto i tifosi possono trarre le prime conclusioni, ovvero non c’è la volontà di mediare tra quelle che sono le esigenze della società e le richieste della tifoseria stessa. Non c’è la voglia, la quale sarebbe anche comprensibile di ingentilirsi la gente doriana tramite la nomina di ex storici. Non c’è assolutamente la voglia di ricostruire un rapporto che a una società come quella di Joseph Tey potrebbe giovare.
Veniamo da anni di contestazioni e risultati scarsi quando non sono stati disastrosi. E nonostante questo la società non fa nulla per fare un passo nei confronti della piazza, non fa nulla per gestire un rapporto con una delle tifoserie più calde, importanti e iconiche del mondo.
Il campo potrà dare delle risposte, ma sarà la storia a dire quanto questa mossa sia stata lungimirante. Ora, inevitabilmente, la dirigenza andrà fatta lavorare. Fredberg dovrà nominare un DS e questo, in teoria, dovrà decidere per quello che sarà il nuovo allenatore. A quel punto la costruzione della squadra e i risultati che daranno una risposta a diversi interrogativi.
L’unico punto fermo in questo momento è che da una parte c’è la società, al centro c’è la Sampdoria stessa e dall’altra i tifosi. Loro saranno sempre vicini a quello che è il patrimonio e alla storia della Samp, cosa che la dirigenza stessa, però, non ha dimostrato di voler fare ad oggi!

