Sampolonia: il reportage sulle vite dei tre polacchi a Genova

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© foto laczynaspilka.pl

“Sampolonia”, ecco la prima parte del reportage sulle vite a Genova di Kownacki, Bereszynski e Linetty: Praet, Zapata e Giampaolo elogiano i compagni

In Polonia è decisamente scoppiata la febbre della Sampdoria, che grazie ai suoi tre giocatori polacchi in rosa – Bartosz Bereszynski, Karol Linetty e Dawid Kownacki – è riuscita a trasmettere la passione per i colori blucerchiati, o perlomeno a catalizzare l’attenzione mediatica, a centinaia e centinaia di chilometri di distanza. Tanto che Laczy Nas Pilka, portale polacco, ha dedicato un intero reportage intitolato “Sampolonia” alla delegazione biancorossa a Genova: la vita privata fra le mura di casa, la preparazione alla partita (quella contro la Fiorentina dello scorso 21 gennaio) e gli allenamenti, ma anche dichiarazioni inedite di giocatori blucerchiati e di Marco Giampaolo. Tutto questo nella prima parte del video-prodotto, della durata di circa 20′: unica pecca, niente sottotitoli, il che rende tutto di difficile comprensione.

Durante le riprese a Bogliasco, impossibile non soffermarsi a parlare con Duvan Zapata delle potenzialità che Kownacki, suo compagni di reparto, sta mostrando in questa prima stagione in Italia: «E’ un grandissimo attaccante, diventerà uno dei più forti della Polonia. Adesso deve ancora crescere, non ha avuto molta continuità in questa metà di stagione, ma secondo me è un ottimo attaccante con tante qualità». Il microfono passa poi a Dennis Praet, anch’egli ambientatosi da poco a un nuovo tipo di calcio: «Ho un bel rapporto con tutti e tre, sono ovviamente grandi giocatori. Sono particolarmente legato a Karol (Linetty, ndr), anche perché giochiamo nello stesso ruolo, ma lo vedo più come un mio amico che un mio potenziale concorrente. Sono belle persone e ci divertiamo insieme. La Sampdoria è una squadra cerca di scovare sempre nuovi talenti per farli maturare, e poi abbiamo un ottimo tecnico come Giampaolo, che è un maestro di tattica qui in Italia. Ci lavoriamo quasi ogni giorno e apprendiamo molto da lui. E’ un’ottima scuola per noi giovani, guardiamo un sacco di video durante gli allenamenti e questo serve parecchio per accrescere il nostro bagaglio tattico».

Giampaolo, invece, evita paragoni con Patrik Schick: «Sono giocatori diversi, Schick più talentuoso e Kownacki è più attaccante. Schick è più trequartista o seconda punta, Kownacki è una punta: giocatori diversi, però presi singolarmente possono fare bene entrambi. Non vanno accostati, parliamo di due cose diverse. Evidentemente in Polonia hanno una buona scuola calcistica – prosegue il tecnico doriano – hanno qualità, forza, e sanno unire tante caratteristiche che permettono loro di essere protagonisti anche in Serie A. Hanno un livello di attenzione altissimo, pur non conoscendo la lingua. Sono ottimi osservatori, ci arrivano subito e saltano step: la tattica è sempre molto soggettiva, io ho un’idea e cerco di portarli il più vicino possibile alla mia, ma magari andranno a giocare in un’altra squadra e faranno qualcosa di diverso. Non è questo che fa la differenza, ma il livello di attenzione e la capacità di saper cogliere i particolari: hanno una marcia in più». Se la prima puntata di “Sampolonia” ha seguito i giorni antecedenti alla vittoria contro la Fiorentina, speriamo che sia di altrettanto buon auspicio la seconda.