Serena, un tuffo nei ricordi: «Mantovani un padre, Eriksson un lord»

© foto SampTv

Serena si racconta ai microfoni di SampTV: Mantovani, la Coppa Italia vinta e la Sampdoria dell’amico Giampaolo

Michele Serena, allenatore della Ferlapisalò, ricorda i suoi anni passati in blucerchiato. Arrivato nel 1992, nell’operazione che portò Vialli alla Juventus, si integrò immediatamente nel gruppo blucerchiato con il quale condivise anche la gioia di una Coppa Italia. Sono tanti aneddoti che l’ex blucerchiato racconta ai microfoni di SampTv: «Per me la Sampdoria ha rappresentato tre anni fantastici della mia carriera, è da lì ho spiccato il volo per altri lidi. Ho avuto la fortuna di conoscere il presidente Mantovani e poi, dopo la sua mancanza, anche i figli. Era una squadra composta da grandissimi campioni: Mancini, Mannini, Vierchowod. Noi quattro giovani arrivammo appena dopo la sconfitta della Coppa dei Campioni: bisognava cominciare un nuovo ciclo e siamo riusciti a vincere anche una Coppa Italia. Ho avuto la fortuna di diventare un protagonista in quella Sampdoria: al mio arrivo mi accolsero in maniera incredibile, mi ricordo che i primi sei mesi vivevo da solo, poi arrivò la mia fidanzata – che oggi è mia moglie – e mi ricordo di essere stato circondato da tanto affetto. Questo ha facilitato anche l’inserimento all’interno di un gruppo che mi era sconosciuto».

Gli altri ricordi, prima di passare alla Sampdoria di oggi, sono legati al suo allenatore dell’epoca e ovviamente al presidente Mantovani: «La Sampdoria era una società ambiziosa e forte, è stato un salto importante ma sono stato aiutato dalla disponibilità dei ragazzi. Paolo Mantovani era un papà per tutti, ci faceva sentire questo amore a noi e alla tifoseria ed è per questo che viene ricordato così. Ricordo Mister Eriksson: era un lord, sapeva gestire situazioni ingarbugliate con uno stile particolare ma sempre con eleganza. Arrivai da centrocampista poi, per infortunio di un compagno di squadra, il mister mi fece provare da terzino, per me fu uno shock perché non l’avevo mai fatto. Da lì sono partito e nessuno mi ha più tolto quel ruolo che mi ha portato anche in Nazionale. Della tifoseria ho un ricordo incredibile, anche quando andavamo in trasferta in giro per l’Europa oltre che in casa. La Sampdoria di Giampaolo ha stupito tutti, sono felice perché è un amico. Nessuno si aspettava un cammino del genere con risultatati così buoni ed esprimendo un buon calcio. Ma questo è Giampaolo, l’ha sempre fatto in tutte le piazze. Mi piace vedere la Sampdoria in questa posizioni perché è un pezzo di storia della mia vita».

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