Milan, Maldini: «Pioli? Non pensavo fosse così. Ibrahimovic rompe le scatole»

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Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, ha fatto il punto della situazione in casa rossonera in vista del match di Serie A contro la Sampdoria

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, ha fatto il punto della situazione in casa rossonera nella settimana che prevede il Celtic in Europa League e la Sampdoria in Serie A.

PIOLI – «È bravo nel trasmettere i suoi pensieri. Lo fa con un vigore che non ti aspetti. Vedendo la sua carriera magari non sempre ha confermato quello che ha fatto vedere all’inizio. A volte dobbiamo fermarlo noi. È una caratteristica che non gli riconoscevo».

IBRAHIMOVIC – «Zlatan rompe le scatole in una maniera impressionante. Il nostro era già un gruppo competitivo, ma forse i ragazzi venivano un po’ frenati dalle responsabilità. Ibra è arrivato e si è preso tutte le responsabilità».

GIOVANI – «Difficile trovare uno che mi abbia deluso. Duarte è stato sfortunato, ha avuto tanti infortuni. Il talento di Leao è sotto gli occhi di tutti, può arrivare a livelli incredibili. Saelemaekers è stato frutto del nostro scouting, non conoscevo Alexis. Noi cercavamo un terzino destro in quel momento lì, o uno che in previsione un giorno potesse giocarci. Abbiamo visto questo ragazzo che giocava a destra, a sinistra, come terzino, da numero dieci, con un’intensità tale che dopo che gli dai la palla lui c’è. Bennacer ha grande personalità».

OBIETTIVI – «Il disegno cambia strada facendo, io sono legato ad un Milan vincente, la mia figura è legata a qualcosa che non sia soltanto rivolto a mettere a posto i conti. Devo salvaguardare anche quello che la mia storia si porta dietro, quello che i tifosi si aspettano da me. È lì che spingo la proprietà a fare determinate cose invece che altre. I risultati hanno dato ragione a loro per tante cose e a noi per tante altre, in questo momento c’è un’idea unica e questo aiuta quello che è il progetto. Il Milan che non va in Champions da così tanti anni non si può sentire. Abbiamo intrapreso un percorso che ci deve portare stabilmente in Champions League, è una competizione che ti dà introiti importanti. Il Fair Play Finanziario non ti permette di investire quello che tu vorresti, è anche un freno alla distribuzione futura delle vittorie nelle varie competizioni, però io credo che sia la strada giusta. Siamo partiti con un’idea di un progetto che potrà un giorno diventare autosostenibile, in un momento di grande crisi questo ha ancora più valore».